Paolo, l’astronomo che scopre le supernove dal giardino di casa

Campaner ha 62 anni, vive a Ponte di Piave: nella notte del 16 luglio ha identificato la stella nella galassia di Cefeo. La scoperta ha fatto il giro del mondo astronomico ed è stata riconosciuta dallo Iau
Di Giuseppina Piovesana
BORIN PONTE DI PIAVE PAOLO CAMPANER ASTROFILO IN VIA ROCHE,26
BORIN PONTE DI PIAVE PAOLO CAMPANER ASTROFILO IN VIA ROCHE,26

Una sensazionale scoperta astronomica è stata fatta nella Marca: Paolo Campaner, 62enne astrofilo di Ponte di Piave, ha scoperto una supernova nella costellazione Cefeo, nella galassia a spirale Gc166758. La scoperta gli è stata riconosciuta ed attribuita dall’Osservatorio Astronomico di Asiago, nell’ambito del programma “The Asiago transient classification program”. Le supernove sono stelle che, esplodendo con estrema violenza, lanciano parte della materia di cui sono costituite nello spazio esterno. Un fenomeno ancora in parte sconosciuto, che può portare anche alla formazione dei cosiddetti “buchi neri”.

La supernova scoperta da Campaner dista 350 miliardi di anni luce dalla Terra. Questo significa che la luce dell’esplosione, catturata a Ponte di Piave la sera del 16 luglio, era in viaggio nell’universo da 350 miliardi di anni. A fotografare l'evento stellare è stato questo appassionato di astronomia, fin da ragazzo: «Ho costruito il mio primo cannocchiale con le lenti degli occhiali del nonno», racconta. Ora però si muove nell'ambito del gruppo di ricerca Issp (Italian Supernovae Search Project). Il lampo dell'esplosione ha impressionato, nella notte del 16 luglio alle 02.50, il sensore Ccd montato sul suo potente telescopio automatizzato, posizionato sulla terrazza nel giardino di casa. Un telescopio che è un vero capolavoro dell’ingegno e della passione. Vi si accede da una scaletta a pioli, si arriva ad una terrazza coperta da lamiere. Dall’esterno sembra una banale tettoia. Ma all’interno c’è una tecnologia che fa pensare alla Nasa.

La tettoia si apre ad un clic del telecomando. L’enorme telescopio, corredato di ogni accessorio informatico, si orienta da solo seguendo comandi matematici impostati da Paolo. Una tecnologia di enorme valore? «No», sorride Paolo, «lo ho costruito tutto io: saldature, rivettature, lamiere, assemblaggi. Costa qualche migliaio di euro. Certo, ci vogliono tenacia e caparbietà. Per gli aggiustamenti ottici mi sono avvalso dello specialista Giancarlo Marcon, di San Donà: è un luminare che ha messo a punto anche gli osservatori di Asiago e di Merate. Ho iniziato circa quarant’anni fa», prosegue il suo racconto, «Questa è sempre stata la mia passione, tanto che a mia moglie ho sempre detto che lei è la mia... seconda stella!».

Campaner ha frequentato la scuola tecnica di Fagarè ed è diventato analista chimico: «Lì ci hanno insegnato anche a muovere le mani, non solo teoria», specifica. Poi ha lavorato come responsabile di produzione. Ora è in pensione, e l’astronomia lo occupa a tempo pieno. Ma il coronamento di una vita di impegno lo ha ottenuto adesso, con il riconoscimento da parte della comunità scientifica della sua scoperta. «Me ne sono accorto analizzando e confrontando subito le immagini prodotte di notte,tramite un sofisticato programma operativo su internet. Gli organismi internazionali, Iau (Central Bureau for Astronomical Telegrams, ndr), informati,valutando le immagini, hanno quindi certificato la mia scoperta. Immediatamente è stato chiesto agli astronomi dell'osservatorio astrofisico di Asiago di riprendere le analisi spettrali di questo evento esplosivo, per studiarne in dettaglio la dinamica. La conferma è arrivata ieri notte, i loro telescopi hanno classificato la nuova stella, identificandola come una supernova di tipo Ia, generata da una stella supermassiccia, pari a dieci volte la massa del sole», spiega lo scienziato di Ponte di Piave.

L’eccezionalità della scoperta è grande: perfino Margherita Hack aveva affermato di non aver mai avuto la fortuna di vedere una supernova: Paolo Campaner invece sì.

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