«Palazzo Soranzo un immobilismo da occasione persa»
CASTELFRANCO
Dopo un anno dall’acquisto, non c’è ancora nessun progetto per Palazzo Soranzo Novello, quale sede del museo civico: addirittura è assente dall’elenco delle opere pubbliche che l’amministrazione intende realizzare entro il 2024. La lista di opposizione Noi La Civica, che punta l’indice contro l’immobilismo dell’attuale amministrazione, a suo dire, in questo come in altri casi. «Tutto il consiglio comunale aveva votato a favore di questa operazione, una opportunità per poter contare su una nuova struttura dalle grandi potenzialità sul piano culturale - spiega la capogruppo Maria Gomierato - Ma in un anno non c’è stato un solo passo avanti nella ricerca di un disegno complessivo di valorizzazione del bene, da realizzare anche per stralci funzionali. Un progetto che definisse il ruolo della struttura, la sua vocazione, le funzioni legate alla cultura, in una visione che valorizzasse la nostra città e ne stimolasse la crescita culturale e sociale insieme a quella economica. Ma un progetto per Palazzo Novellonon è neppure presente nell’ elenco di opere pubbliche da realizzare nel triennio 2022-2024».
Il riferimento è anche ai 5 milioni di euro arrivati grazie al Pnrr. «È stato possibile avere questo finanziamento perché c’erano dei progetti pronti. Perché avere dei progetti “nel cassetto” è fondamentale per partecipare ai bandi che, in un periodo di “Piano Marshall” come questo, possono far arrivare finanziamenti provvidenziali. Se ci fosse stato anche Palazzo Soranzo Novello tra i progetti pronti, forse adesso saremmo beneficiari delle risorse necessarie a far fruttare i tre milioni di euro investiti un anno fa. Abbiamo bisogno urgente di spazi per dare respiro ad attività culturali che oggi sono compresse e mortificate dalla mancanza di spazi adeguati. Non possiamo più stare fermi ad aspettare, perchè treni come questo passano una volta: perderli è una grave responsabilità, soprattutto quando c’è bisogno di dare alla città di Castelfranco segnali di fiducia nella capacità di ripartire e di credere nel futuro». —
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