Palazzetto di Arcade, il Comune chiede i danni all’impresa: «Siamo rimasti senza struttura per quasi sei anni»

Dopo il primo appalto fallito e il contributo Avepa da 640mila euro perso, il Comune di Arcade chiede il risarcimento a Opera Srl. Il palazzetto è costato circa 3 milioni

Savina Trevisiol
Palazzetto di Arcade
Palazzetto di Arcade

 

Quasi sei anni senza palazzetto, un primo appalto finito male, un contributo da 640.000 euro perso e un’opera che alla fine è arrivata a costare circa 3 milioni. Ora che il palazzetto è terminato ed è stato inaugurato pochi giorni fa, il Comune di Arcade vuole chiudere i conti con il passato e chiede i danni a Opera Srl, l’impresa campana che nel 2021 si era aggiudicata il primo appalto.

«È un’azione che siamo tenuti a percorrere», spiega il sindaco Domenico Presti, «ci affidiamo al giudice perché venga stabilito il danno che il Comune ha effettivamente subito».

Cosa è successo

La storia parte nell’agosto 2020, durante il precedente mandato di Presti, quando vengono finanziati lavori per circa 1,14 milioni, sostenuti anche da un contributo Avepa da 640.000 euro. Nel 2021 Opera Srl si aggiudica l’appalto e apre il cantiere, ma i problemi emergono presto. «Il presidente di un’associazione sportiva mi segnalò che secondo lui c’erano cose che non andavano», ricostruisce il primo cittadino, «vennero convocati l’impresa e il direttore dei lavori. Io dissi chiaramente che volevamo che il palazzetto venisse finito». Il cantiere, però, si ferma.

Il Comune perde il finanziamento Avepa e deve restituire anche circa 250.000 euro già ricevuti, oltre agli interessi. Nel maggio 2023 Presti torna alla guida di Arcade e il palazzetto diventa una delle priorità. Prima di ripartire è però necessario rientrare nella disponibilità del cantiere. «La struttura era sempre del Comune», continua, «ma il cantiere era ancora in capo a Opera e noi non potevamo entrare». La vicenda passa così per il tribunale, con accertamenti tecnici sulle responsabilità, fino a quando il Comune riesce a riottenere la disponibilità dell’impianto.

L’eventuale risarcimento

Parte quindi la corsa per rifinanziare l’opera. Presti si insedia il 16 maggio 2023 e il 31 maggio scade un bando per contributi a fondo perduto fino a un milione. «Sono riuscito ad aggiudicarmelo e a portare a casa il milione».

A queste risorse vengono aggiunti altri fondi e il progetto viene rivisto, ricorrendo anche al credito sportivo. Nel frattempo i costi sono aumentati e l’investimento complessivo arriva a circa 3 milioni. Resta però il conto degli anni precedenti: negli atti comunali gli inadempimenti contestati a Opera Srl vengono collegati alla nuova aggiudicazione, all’aumento dei costi e al ritardo che ha privato Arcade della struttura. «Il mancato utilizzo magari non ce lo pagherà nessuno», osserva Presti, «ma il paese è rimasto senza palazzetto per quasi sei anni».

Sarà ora il percorso giudiziario a stabilire l’entità dell’eventuale risarcimento. Intanto da settembre il palazzetto entrerà pienamente in funzione: in attesa della gara per la gestione, prevista tra la fine dell’anno e l’inizio del 2027, sarà il Comune ad assegnare gli spazi alle associazioni.

 

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