Vetro dell’auto preso a sassate: i genitori del bullo chiamano la vittima e si scusano

Un tredicenne martedì sera, 13 febbraio, ha sfondato il vetro dell’auto dell’imprenditore di Paese Diego Tiveron, che ha denunciato il fatto sui social. Il post ha raggiunto i genitori del ragazzino responsabile del gesto che si faranno carico dei danni 

Il cristallo anteriore dell’Audi distrutto dalla sassata lanciata dal ragazzino
Il cristallo anteriore dell’Audi distrutto dalla sassata lanciata dal ragazzino

«Buongiorno, il ragazzino che le ha sfondato il cristallo è mio figlio, a nome mio e di mia moglie volevamo dirle che siamo mortificati e che ci faremo carico dei danni». Quella ricevuta giovedì mattina, 13 febbraio, da Diego Tiveron è una telefonata che scalda il cuore e che arriva all’indomani della sua disavventura raccontata sui social. 

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L’imprenditore di Paese, martedì sera 11 febbraio, era a bordo della propria auto con le sue figlie quando un 13enne, fermo in bici da un lato della strada, ha lanciato un sasso sfondando il cristallo dell’Audi. Un botto terribile, del tutto inaspettato: Tiveron ha inseguito per un tratto il ragazzino, minacciando di chiamare i carabinieri, il giovane però è riuscito a fuggire.

Tiveron ha segnalato l’accaduto alla polizia locale e denunciato il fatto su Facebook. Il post in poche ore è diventato virale e ha raggiunto anche i genitori del ragazzo a cui è bastato unire i puntini per capire che l’autore di quel gesto folle era proprio loro figlio. Da lì è scattata la telefonata alla vittima, con tanto di scuse e l’annuncio di farsi carico dei costi. 

«La chiamata mi ha rasserenato», racconta l’imprenditore, «E’ la prova che i genitori capaci di insegnare ai proprio il valore della responsabilità ci sono ancora, alla faccia di chi non ci crede più. Mi hanno detto che vorrebbero che un domani fosse lui stesso a venire a porgermi delle scuse, un gesto che apprezzo moltissimo e che sono felice di condividere, per lanciare un messaggio positivo», prosegue Tiveron che, annuncia, non sporgerà denuncia. 

L’origine di un gesto tanto folle?, «non possiamo sapere se il ragazzo abbia voluto compiere una bravata o se, come ha raccontato ai genitore, abbia agito per un’inspiegabile paura di essere inseguito. Per quanto ingiustificabile, io ho già perdonato», conclude.

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