All’ospedale di Conegliano oltre sessanta interventi al ginocchio con la chirurgia robotica

I numeri dallo scorso settembre. La tecnica innovativa consente di diminuire i tempi di degenza media e un recupero più rapido

Un'operazione all'ospedale di Conegliano
Un'operazione all'ospedale di Conegliano

Sono 62 gli interventi di chirurgia robotica per l'impianto di protesi di ginocchio eseguiti dal 15 settembre all'ospedale di Conegliano.

La struttura, diretta da Claudio Melchior, dispone infatti di un innovativo sistema robotico computer-assistito che consente di pianificare e realizzare l'intervento con un livello di precisione estremamente elevato, adattando la protesi alle caratteristiche anatomiche di ciascun paziente.

I dati raccolti evidenziano una riduzione della degenza media a 4,5 giorni, un recupero più rapido della deambulazione autonoma e una maggiore precisione esecutiva dell'intervento, con elevata riproducibilità della tecnica chirurgica.

Il sistema utilizzato è composto da due unità mobili collegate tra loro e può essere impiegato senza modifiche strutturali alle sale operatorie esistenti. Durante l'intervento, il robot supporta il chirurgo nella pianificazione e nell'esecuzione dei passaggi più delicati, garantendo una precisione millimetrica nella preparazione dell'osso e nel posizionamento dell'impianto protesico.

Il controllo dell'intervento rimane sempre nelle mani dello specialista, che può però contare su strumenti tecnologici in grado di aumentare accuratezza e personalizzazione.

«La chirurgia protesica del ginocchio - sottolinea il primario Melchior - rappresenta una delle procedure ortopediche più diffuse per il trattamento dell'artrosi avanzata e delle patologie degenerative articolari che compromettono mobilità, autonomia e qualità della vita».

«A differenza della chirurgia protesica dell'anca, sviluppatasi più precocemente nel corso degli anni, quella del ginocchio presenta maggiori complessità legate alla pianificazione preoperatoria e alla corretta esecuzione dei tagli ossei necessari per il posizionamento della protesi. Proprio per superare questi limiti e ridurre la variabilità legata all'esperienza individuale del chirurgo, negli ultimi anni si è assistito a una rapida evoluzione delle tecnologie robotiche applicate all'ortopedia».

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