Ora è piantonato a vista: si teme la reazione

TREVISO.
Dopo la follia, dopo il raptus di violenza estrema, dopo aver premuto sul volto della madre il cuscino fino a toglierle il respiro. Dopo tutto questo è arrivato il momento di lucidità.
In cui Francesco Sgroi ha realizzato la gravità di quanto commesso. Ora l’uomo è disperato per aver ucciso l’anziana madre, per le conseguenze che il fatto avrà sulla sua famiglia. E in ultima istanza, su di lui. Rinchiuso nel carcere di Sant Bona è piantonato a vista: la paura è che possa sviluppare tendenze suicide. Per questo è osservato giorno e notte, in attesa dell’udienza della convalida dell’arresto che si terrà domani mattina. Non solo disperazione: permane anche un profondo stato confusionale, lo stesso in cui era stato trovato dalla figlia la notte dell’omicidio mentre si aggirava ai piedi del palazzone di via Isonzo. Lo sguardo assente, l’uomo continuava a ripetere: «Ho ucciso la nonna».
«Ho trovato una persona estremamente provata anche fisicamente. Profondamente turbata per quanto accaduto e poco lucida», ha spiegato il legale dell’uomo Marco Rebecca, «Non è stato in grado di fornire alcuna spiegazione riguardo al delitto, delle cause che hanno portato al folle gesto. Anzi, mi ha parlato in maniera sconclusionata, pronunciando frasi che avevano poca coerenza logica. Non ci sono indizi certi su cosa possa essere accaduto nella sua mente domenica sera. E viste le sue condizioni attuali di totale confusione, sto ponderando la possibilità di sollecitare una perizia psichiatrica». La difesa dunque potrebbe decidere di ricorrere ad una perizia di parte, di uno specialista che confermi lo stato di fragilità mentale dell’assistito. «Prima di questo momento non c’erano stati segnali preoccupanti. L’uomo da due anni aveva sempre accudito la madre con affetto», continua il legale, «attraversava una fase forse un po’ complessa, collegata alla perdita di lavoro, oramai due anni fa. Ma mi sembra evidente che si sia trattato del classico delitto d'impeto. Anche i familiari, che gli sono vicini e che sono increduli per quanto accaduto, mi hanno detto che non c'è stato alcun segno premonitore e che mai avrebbero pensato che potesse commettere un gesto del genere».
Ora, quel che è certo, è che l’uomo è sconvolto. Ha realizzato la gravità del suo folle gesto. «E soprattutto è preoccupato per le conseguenze che questo gesto potrà avere sulla sua famiglia», conclude il legale. (s.g.)
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