Nuova Fiera, il primo quartiere «smart»

Anche Unindustria Treviso e Iuav scendono in campo per riprogettare con il Comune la città del futuro. Ieri a palazzo Giacomelli, alla presenza del sindaco Giovanni Manildo, è stato svelato il nuovo progetto per Fiera: vi partecipano 120 studenti, in ben 13 gruppi di studio di 5 università internazionali, che si aggiungono al workshop di Fondazione Benetton.
Studi e progetti che saranno oggetto di un tavolo di concertazione promosso dall'amministrazione comunale, il cui obiettivo sarà rendere Fiera il primo quartiere "smart" di Treviso. «Smart è questione di buonsenso: significa lavorare per rendere un quartiere più accogliente, a misura di cittadino, attento all'ambiente e alla mobilità», spiega Giuseppe Bincoletto, vicepresidente di Unindustria Treviso e responsabile del progetto Smartcity, «ci siamo concentrati su Fiera, quartiere altamente popolato, complesso, verde, storicamente votato ai temi della fiera».
Il progetto muove da un rilievo aereo 3D ad altissima risoluzione, e interviene su tre aspetti: mobilità e relative infrastrutture, nuova destinazione per le aree De Longhi e Zorzi e il grande nodo, il futuro del prato della Fiera. «Via Postumia e viale 4 Novembre sono nodi viari molto critici per il traffico e influiscono negativamente sulla qualità dell'abitare», spiega Marco Ferrari, ricercatore Iuav e coordinatore del progetto. Via Postumia diventerà strada parco, per potenziare l’uso di bici e trasporto pubblico; via IV novembre vedrà il trafico ridotto, anche con la creazione di una rotonda di raccordo tra i due assi viari, una stazione sulla ferrovia a Nord, la riqualificazione della alzaia destra del Sile per una Restera 2 naturalistica-sportiva.
Quanto alle aree De’ Longhi e Zorzi, l’ipotesi di lavoro è di destinarli a centri di ricerca e sviluppo delle aziende del territorio, a poli di terziario avanzato integrati con funzioni più tradizionali, ma non solo. «Proponiamo anche una struttura fieristica, non di grandi dimen sioni, in cui possano essere esposte e valorizzate le eccellenze del territorio", ha aggiunto Medardo Chiapponi, direttore del dipartimento di progettazione dello Iuav. "e in cui rendere visibili le innovazioni, specie dalla smart economy»
Infine il prato della Fiera, spazio urbano «povero e arginale, come park connesso all'ospedale». Il progetto vuole assegnargli un ruolo centrale nella riqualificazione del quartiere: pazio di aggregazione e nodo strategico dell'intero sistema parco del Sile. «Via le fiere, alla dogana o allo scalo Motta, per consentire un pluri-utilizzo del prato per attività qualificate di mercato a cadenza almeno mensile, spazi verdi attrezzati, o destinati ad attività culturali collegate al parco Sile, come punti di ristoro o riparazione bici e aree limitate di parcheggio per l'attività ospedaliera.
Serena Gasparoni
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