Le notizie a scuola per prevenire il bullismo: a Treviso il progetto I Care

L’iniziativa dedicata a professori e studenti fino ai 15 anni. Guerra Brunetta: «Leggere reati locali aiuta a comprendere»

Lorenza Raffaello
Una foto del delitto Favaretto avvenuto in via Castelmenardo nel 2024, in cui sono stati coinvolti giovanissimi
Una foto del delitto Favaretto avvenuto in via Castelmenardo nel 2024, in cui sono stati coinvolti giovanissimi

Oltre 400 articoli della cronaca locale, in gran parte tratti dalla Tribuna, diventano lo strumento attraverso cui i professori possono aiutare i loro studenti a non cadere in comportamenti violenti e scorretti.

Un metodo per capire che spaccio, violenza, truffe e bullismo non sono solo termini vuoti e lontani, ma fenomeni tangibili e più vicini di quello che si pensa. E, soprattutto, per essere consapevoli che se un reato è stato commesso da un coetaneo, non è improbabile che possa succedere anche a loro o a qualche amico.

La legalità e l’antologia

Il progetto nasce da un’idea di Gabriella Guerra Brunetta, insegnante volontaria di “I Care Veneto Odv” e di “Lavagne di solidarietà” dell’associazione Auser Treviso, con l’obiettivo di educare alla legalità ragazzi dai 10 ai 15 anni, prevenire comportamenti impropri e fornire indicazioni utili a individuare eventuali interventi educativi.

Gli articoli della cronaca locale diventano, dunque, la spina dorsale dell’iniziativa e i casi di delinquenza realmente accaduti, degli spunti di riflessione. Tutta documentazione legata all’attualità e quindi direttamente connessa alla vita degli alunni. Non si tratta di un’antologia di vecchi testi, ma di cronaca viva tratta da quotidiani e riviste nell’arco di tempo compreso tra gennaio 2019 e novembre 2025.

«Le ragioni del progetto vanno trovate nell’esperienza di un giovane che, per assenza di residenza, era stato costretto a stare in carcere in attesa di giudizio per più di tre mesi, che aveva promesso a se stesso di cercare un modo per non rifare gli sbagli di prima», ha spiegato così l’ideatrice Guerra Brunetta, «da lì l’idea di creare un’attività in cui alunne e alunni, guidati dai propri insegnanti, utilizzando gli articoli, esaminino e comprendano le possibili conseguenze legali di alcuni frequenti comportamenti dei loro coetanei».

Il metodo

Quelli intercettati dai creatori del progetto sono comportamenti attuati spesso per superficialità, ignoranza, noia, angoscia, o per spirito di rivalsa sociale, per fragilità psichiche, o ancora per imitazione acritica di contenuti diseducativi presenti nei social network, quando non addirittura commessi sotto gli effetti di alcolici o droghe; reati che possono comportare conseguenze penali, in particolare se reiterati.

«I giovani, anche se non sempre penalmente perseguibili, non sempre conoscono le conseguenze delle proprie azioni», sottolinea la volontaria di I Care.

I temi e i tempi

Gli articoli sono stati categorizzati in base a diversi temi: violenze di gruppo, bullismo e cyberbullismo, omofobia, razzismo, furti e rapine, infrazioni al codice della strada, vandalismi, mancanza di rispetto verso persone e cose, violenza sia verso i compagni, sia verso pubblici ufficiali quali gli insegnanti o gli autisti dei mezzi pubblici, sia verso le donne, gli anziani e le persone con disabilità.

In questi giorni i promotori stanno presentando il progetto alle scuole, le medie principalmente, ma anche le prima classi degli istituti superiori cittadini. L’idea è quella di cominciare con il prossimo anno scolastico. Sulle modalità di esecuzione, resteranno a discrezione del singolo professore, che deciderà come proporre gli articoli in classe durante le ore dedicate all’educazione civica.

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