«Non imitate la scelta di Jolie»

Mastectomia preventiva, anche Treviso sottoscrive le dichiarazioni del professor Umberto Veronesi, che invita alla cautela all'indomani delle dichiarazioni di Angelina Jolie, che al “New York Times” ha raccontato di essersi fatta asportare entrambi i seni poiché ad alto rischio genetico di contrarre il cancro in età precoce. «Niente allarmismi, questi tumori genetici sono solo il 5 per cento dei cinquecentonove casi che ogni anno affrontiamo. Una percentuale bassissima, cui si deve rispondere puntando sulla prevenzione: questa deve essere la nostra priorità. Solo in caso di neoplasia si prende in considerazione la mastectomia», sottolinea con forza Nicola Balestrieri, chirurgo del centro di Senologia trevigiana dell'Usl 9.
In otto anni i casi di mastectomia preventiva, “alla Jolie” per intenderci, affrontati dall'azienda sanitaria trevigiana sono stati solo quattro, riporta il medico, per evidenziare quanto basso sia il ricorso a questa modalità di profilassi, particolarmente invasiva.
La radiologia senologica di Borgo Cavalli si è mossa nel frattempo solcando il terreno della diagnosi precoce, con un apposito protocollo multidisciplinare previsto e attivato per tutte quelle donne che, come la diva americana, presentano i geni difettosi Brca1 e Brca2.
Dopo l'anamnesi e la conferma di positività (ottenuta con prelievo sanguigno inviato ai laboratori di genetica a Padova), il caso problematico entra automaticamente nel programma di controllo dell'Usl 9, con chiamate semestrali complete di mammografia, visita e risonanza, spiega Balestrieri: «Il tempo fa la differenza: fare controlli ogni sei mesi significa poter riscontrare il tumore al primo stadio con ottime possibilità di guarigione. Quello che chiediamo però è che per queste pazienti, il servizio sanitario nazionale preveda l'esenzione dal pagamento del ticket».
La decisione dell'attrice di Hollywood non deve comunque essere emulata, spiegano all’Usl.
Ogni caso è a sé e va discusso con medici competenti. Non da ultimo c'è l'aspetto emotivo e psicologico da considerare: la mastectomia è un intervento delicato, “svuota” il seno, toglie la ghiandola mammaria e ricostruisce la parte asportata con una semplice protesi sotto cute.
«Si tratta comunque di una mutilazione anche della femminilità della paziente, molte volte non viene preservato il capezzolo: ecco perché l'intervento va considerato con cautela. Certo, salvo pochissimi casi, non prima che si sia evidenziato un cancro», conclude il chirurgo.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








