Non gli diagnostica l’aviaria Impiegato fa causa al medico

SPRESIANO. Un impiegato di Spresiano ha deciso di fare causa contro il suo medico di base per non avergli tempestivamente diagnosticato l’aviaria e per averlo curato con medicine adatte a guarire una...

SPRESIANO. Un impiegato di Spresiano ha deciso di fare causa contro il suo medico di base per non avergli tempestivamente diagnosticato l’aviaria e per averlo curato con medicine adatte a guarire una semplice influenza. Il suo legale, l’avvocato Francesco Burighel, ha avviato una causa civile, già iscritta a ruolo in tribunale a Treviso, chiedendo al medico un risarcimento complessivo di 52.000 euro. La vicenda che finirà in tribunale risale ai primi giorni di gennaio 2011 quando l’impiegato, 42 anni, va dal suo medico di base: ha la febbre alta ed i classici sintomi influenzali. Secondo la versione dell’impiegato, il medico gli prescrive allora alcune medicine adatte per curare una semplice influenza. Ma quei farmaci non sortiscono alcun effetto. Pochi giorni dopo l’uomo torna dal medico facendogli presente che la cura non funziona. Torna a casa, stavolta, con un antibiotico. Passa ancora qualche giorno ma la febbre non se ne va. L’impiegato allora è costretto a rivolgersi ad una guardia medica che lo fa ricoverare all’ospedale di Treviso. Qui la diagnosi è inequivocabile: polmonite bilaterale causata dal virus dell’aviaria. La situazione precipita in pochi giorni. Per due settimane l’impiegato rimane ricoverato nel reparto di rianimazione e solo dopo tre settimane, a metà febbraio, esce dall’ospedale. L’impiegato, attraverso il suo legale, contesta al medico l’omessa diagnosi. Un’accusa che il medico, attraverso l’avvocato Francesco Bonifacio, è pronto a respingere davanti al giudice civile quando si arriverà in udienza. Un caso che Giuseppe Favretto, presidente dell’Ordine dei medici di Treviso non conosce. «Non voglio entrare nel merito della vicenda» spiega il presidente «che tra l’altro non conosco. Posso solo dire che è difficile diagnosticare malattie così rare. Un medico, in genere, giudica in base ai sintomi. Ed è anche giusto che non vada subito a pensare che si tratti di malattie rare. È evidente che poi, se i sintomi rimangono, allora bisogna andare più a fondo». La nuova aviaria non sembra minacciare la Marca Trevigiana. «In provincia» conclude Favretto «non c’è nessun allarme, né ci sono arrivate segnalazioni. I casi segnalati altrove sono così sporadici che per il momento non ci possono preoccupare». Qualche caso di aviaria nella Marca trevigiana si era registrato alla fine del 2008, poi la vaccinazione più estesa ha di fatto azzerato (o quasi) le forme più gravi della malattia.

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