«Non abbiamo più la nostra casa Questo è stato il Natale più triste»

«Abbiamo perso tutto». Claudio Breda e Carmen Padovani, marito e moglie, non fanno che ripeterlo. Per loro, così come per altre 23 famiglie, è stato un Natale triste, vissuto da sfollati, dopo che il condominio in cui risiedevano in via Petrarca è andato a fuoco nella notte di sabato 21 dicembre per un incendio scaturito da una canna fumaria.
LA SITUAZIONE
Nessuna delle famiglie residenti nel condominio (un solo appartamento nel momento in cui è scoppiato l’incendio era vuoto, quello di una donna residente in Svizzera) ha potuto trascorrere le proprie festività fra le mura di casa ridotte in cenere. Un incubo. Claudio e Carmen hanno ancora davanti agli occhi le fiamme.
Loro, che vivevano nella mansarda, non solo non vedranno il loro appartamento ancora per molto tempo, ma hanno perso tutto: «Anche la nostra gatta, che non siamo riusciti a salvare dalle fiamme», dice con un filo di voce Carmen. Lassù, in quella mansarda, non c’è più nulla. Sono bruciati gli addobbi natalizi, i letti, gli armadi, gli elettrodomestici, i computer. Si sono liquefatti i lampadari e le cornici, e le fotografie al loro interno sono state distrutte dal fuoco. «Sono bruciati i nostri ricordi, la nostra vita è andata in fumo: certe cose non si possono assolutamente ricomprare. È stato tutto carbonizzato, ecco perché nessuno di noi aveva tanta voglia di festeggiare» continua Carmen. La coppia ha trascorso il Natale insieme ai genitori di lei, anche loro residenti a Gorgo, pranzando e cenando con loro. Attorno sapevano di avere l’affetto, più o meno vicino, dei parenti stretti e degli amici. «Nei giorni scorsi ci hanno portato quello che serviva. Ci stanno aiutando molto: sabato sera io sono rimasta in camicia da notte e pantofole e tutti i nostri vestiti sono rimasti a bruciare nell’appartamento. Ci hanno dovuto portare anche quelli».Questo Natale Carmen e Claudio non hanno scattato nemmeno una foto. Se ne sono resi conto solo ieri pomeriggio, tanto la loro mente era impegnata a risolvere problemi ben più pratici. «Ora è tutto in mano ai nostri legali, che dovranno pensare ai risarcimenti. Non abbiamo proprio la lucidità mentale per pensarci. È difficile mettersi nei nostri panni, abbiamo perso ogni cosa, il fuoco si è mangiato tutto quello che avevamo» dice Carmen.
LA RIUNIONE
Ci vorranno settimane, se non mesi, per poter rientrare nella loro casa, ma oggi gli altri condomini alle 17.30 si riuniranno nell’oratorio di Gorgo per dare il via alla prima riunione di condominio dopo l’incendio che ha devastato buona parte dell’edificio al civico 2 di via Petrarca. Dopo aver fatto il punto della situazione, gli inquilini dei 24 appartamenti dovranno nominare un perito di parte, una mossa suggerita dall’amministratore di condominio Tiziano Pasqualin per fare in modo che gli interessi delle famiglie vengano tutelati al meglio. Qualche lavoro alla struttura è già iniziato. Il primo passo è stato quello con cui si è dato il via libera alla posa di una copertura provvisoria che, avverte Pasqualin, «servirà solo a non creare altri danni». Prima di poter vedere le prime famiglie fare il loro ingresso nel condominio bisognerà controllare gli impianti della luce e del gas e rispettare le dettagliate condizioni imposte dal Comune attraverso l’ordinanza urgente con cui la sindaca Giannina Cover il 23 dicembre ha decretato l’inagibilità dello stabile. Anzitutto, sarà necessario effettuare una verifica completa delle canne fumarie: è da lì che si è sviluppato l’incendio. Poi bisognerà presentare agli uffici comunali la pratica edilizia e il progetto con cui mettere in sicurezza l’edificio e ripristinare l’impianto elettrico. Occorrerà anche depositare la documentazione con cui i periti dovranno confermare la piena conformità ed efficienza degli impianti e l’idoneità statica della struttura. Solo allora i primi condomini potranno fare ingresso negli appartamenti che non sono stati direttamente interessati dall’incendio o che non abbiano acqua al loro interno. «Resterà fuori solo chi ha subito danni gravi, ma comunque il rientro delle altre famiglie non potrà avvenire questa settimana. Probabilmente ci vorranno dai 5 ai 10 giorni» avverte Pasqualin. A Capodanno l’intero condominio rischia di restare disabitato e silenzioso. —
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