«No alle tasse», 19 venetisti indagati

Raffica di perquisizioni all’alba nelle province di Treviso, Vicenza e Verona: istigavano la gente a non pagare le imposte
TREVISO. Istigazione alla disobbedienza fiscale. È la pesantissima accusa che la procura della Repubblica di Vicenza contesta a diciannove persone, appartenenti al Comitato nazionale di liberazione del Veneto, due delle quali vivono nella Marca. All’alba di ieri, i carabinieri della compagnia di Castelfranco si sono presentati alla porta di casa di due venetisti, residenti nella Pedemontana, con un decreto di perquisizione. Si tratta di Teresina Zorzi, 67 anni di Asolo, e Luigi Iarriccio, 38 anni di Castelcucco. 
 
Le accuse, nei loro confronti, sono quelle di aver fatto parte di un gruppo di venetisti che istigava la gente a non pagare le tasse. Il gruppo organizzava riunioni, in ristoranti o esercizi pubblici di simpatizzanti, nel corso delle quali, oltre a incitare i presenti a ritardare, sospendere o non pagare le tasse e a manifestare il proprio disconoscimento dello Stato italiano, offriva assistenza professionale per gli atti di disobbedienza fiscale e forniva indirizzi di centri a cui rivolgersi per chiedere tutela. In base alle indagini dei carabinieri, il gruppo divulgava le proprie idee anche su facebook o sul web attraverso il sito “clnveneto.com”. 
 
L’attività di proselitismo alla disobbedienza fiscale del gruppo venetista s’era concentrata nei mesi estivi. La maggior parte degli incontri erano stati organizzati, tra giugno e luglio, nel Vicentino, ma anche nella Marca a Pieve di Soligo, Vittorio Veneto, Castelfranco, Campolino di Gaiarine e Oderzo, nel Veneziano a Mira e Campolongo Maggiore, a Quero nel Bellunese e a Villa del Conte nel Padovano.
 
Particolare il fatto che il Comitato nazionale di liberazione del Veneto, finito nel mirino dei carabinieri, aveva creato al suo interno un “gruppo di intervento rapido” che aveva il compito di effettuare azioni di resistenza, durante gli accertamenti tributari della guardia di Finanza, negli esercizi o attività degli associati. Il gruppo di intervento rapido è entrato in azione a metà marzo in una pizzeria di Trissino e a fine settembre in un bar di Malo, nel Vicentino. In entrambe le occasioni il gruppo aveva assunto un atteggiamento ostile nei confronti dei militari delle Fiamme Gialle che si erano recati negli esercizi per controllare l’emissione degli scontrini rifiutando di consegnare i documenti, filmando i controlli, minacciando di far intervenire forze dell’ordine amiche con lo scopo di impedire le operazioni di controllo. 
 
All’alba di ieri, i carabinieri di tre province, Treviso, Vicenza e Verona, si sono presentati alla porta di casa dei 19 venetisti del Comitato nazionale di liberazione del Veneto con un decreto di perquisizione. Stando quanto s’è appreso, i militari dell’Arma avrebbero acquisito materiale di notevole interesse investigativo. L’indagine, però, prosegue e non è escluso che si possa allargare a macchia d’olio coinvolgendo altri simpatizzanti dell’area venetista.
 
Ecco l’elenco dei 19 venetisti indagati per istigazione alla disobbedienza fiscale:
 
Ruggero Peretti, 52 anni di Arzignano, Maurizio Tregnago, 56 anni di Valdagno, Francesco Cicchellero, 30 anni di Valli del Pasubio, Silvano Santini, 66 anni di Valdagno, Flavio Resenterra, 60 anni di Badia Calavena, Teresina Zorzi, 67 anni di Asolo, Luigi Iarriccio, 38 anni di Castelcucco, Marco Caltran, 48 anni di Montecchio Maggiore, Costantino Neresini, 52 anni di Valdagno, Katia Sanson, 42 anni di Arzignano, Vittorio Angelo Perin, 49 anni di Valdagno, Moreno Rigo, 52 anni di Montecchio Maggiore, Massimo Panarotto, 48 anni di Vicenza, Gabriele Marco Perucca Orfei, 46 anni di Vicenza, Orazio Scavazzon, 59 anni di Marostica, Erica Scandian, 42 anni di Malo, Maurizio Bedin, 62 anni di Vicenza, Patrizia Badii, 53 anni di Verona, ed Enrico Carraro, 43 anni di Longare.

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