No ai tagli all’ospedale subito cinquecento firme

Successo per la prima uscita della campagna promossa dal nuovo comitato «Basta privilegiare Castelfranco, salviamo il San Valentino e i suoi pazienti»
Di Enzo Favero
DeMarchi Montebelluna raccolta firme contro chiusura reparti ospedale
DeMarchi Montebelluna raccolta firme contro chiusura reparti ospedale

MONTEBELLUNA. Nella prima ora di sit in già 100 firme, con l'obiettivo di arrivare a 500 prima di sera e di aumentarle nei giorni successivi per far arrivare forte in Regione la protesta della città contro i tagli fatti e ventilati al San Valentino. È tornato in campo ieri mattina il Comitato per la difesa dell' ospedale montebellunese, un nuovo gruppo nato spontaneamente sostituendo i precedenti attivi ogni volta che c'erano nubi scure sulla struttura cittadina. Diversi i promotori, identico l'obiettivo: evitare il depauperamento del San Valentino, specie ora che è stato ristrutturato. E anche questa volta nel mirino non c'è solo la politica sanitaria in genere, ma come le volte precedenti il sospetto che, al momento di tagliare, la mannaia cada su Montebelluna a favore di Castelfranco. D'altronde non lascia dubbi il documento che gli attivisti del comitato distribuivano ieri mattina in piazza. Ribadisce gli stessi concetti che il sindaco di Giavera, Fausto Gottardo, aveva espresso ai colleghi sindaci di Montebelluna, Caerano, Volpago, Crocetta, Trevignano. «Senza pazienti non si giustificano più le dimensioni mastodontiche di Castelfranco», ha scritto citando la riduzione di utenti a Castelfranco dopo il divieto ai medici dell'attività extra moenia dell'era Mason, «Ecco la soluzione che hanno trovato: attraverso una strategia mai ammessa, si cerca di deviare verso Castelfranco tutta una serie di prestazioni. Per esempio, se l'Usl deve garantire 100 visite ortopediche all'anno, succede che l'80% venga assegnata a Castelfranco e il 20% a Montebelluna. Se telefonate al Cup per prenotare una radiografia è molto probabile che vi propongano un appuntamento a Castelfranco tra un mese oppure tra 6 mesi a Montebelluna». E ancora: «Per tenere viva la chirurgia di Castelfranco il primario di Montebelluna svolge la sua attività a scavalco: 3 giorni a Castelfranco e solo 2 a Montebelluna. Le operazioni importanti vengono effettuate a Castelfranco, quelle minori a Montebelluna».

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso