Niente prove contro i gestori della palestra Il pm chiede di archiviare il caso Armstrong

Colpo di scena nell’inchiesta su un presunto giro di farmaci dopanti tra i clienti della palestra “Armstrong” di via Muri a Treviso. Il pm Barbara Sabattini ha formalizzato la richiesta di archiviazione dell’indagine nei confronti dei gestori Giampaolo Mascari, 74 anni, e la compagna filippina, Genara Alberca, 46 anni (entrambi difesi dall'avvocato Paolo Salandin in foto). Nel settembre scorso la Finanza s’era presentata davanti alla porta di casa dei due gestori per notificare un decreto di perquisizione nella loro abitazione di Preganziol e negli uffici della palestra. L’ipotesi di accusa era quella di vendita di sostanze dopanti. Nel corso della perquisizione i finanzieri non trovarono nulla nella struttura sportiva di via Muri. Dall'abitazione degli indagati, invece, saltarono fuori quattro confezioni di Decaver, una confezione di Testoviron, una di Testovis e un barattolo di arginina «Le usavo io per darmi più energia», aveva subito detto Mascari. Una versione dei fatti alla quale i finanzieri non avevano creduto. Un mese più tardi, le Fiamme Gialle si ripresentarono in palestra a caccia delle schede dei clienti che avevano frequentato la palestra negli anni 2012 e 2013. Il motivo? Dall'analisi delle schede, nelle quali era specificato il tipo di attività sportiva effettuata, gli investigatori contavano di risalire all'identità degli eventuali clienti che avrebbero fatto uso di doping. In realtà, l’indagine non è riuscita a provare quella che era stata l’iniziale ipotesi d’accusa. Sportivi e clienti della palestra Armstrong, sentiti dagli uomini delle Fiamme Gialle, hanno tutti negato di aver mai assunto farmaci dopanti. Il legale degli indagati, l’avvocato Paolo Salandin, ha sempre puntato la sua tesi difensiva sull’uso personale rivendicato da Mascari e che la quantità di farmaci dopanti sequestrati era compatibile con l’uso personale non con lo smercio.
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