Nessuna aggressione, scagionati quattro vigili

Nessuna aggressione, tantomeno un sequestro di persona. La Procura ha archiviato l’indagine a carico di Giovanni Favaretto, all’epoca dei fatti comandante “a tempo” della polizia locale di Treviso e oggi vicecomandante, e di altri tre vigili. Nella loro condotta durante il fermo di un cittadino marocchino, non è stata riscontrato nulla di penalmente rilevante. La fine di un incubo per Favaretto e i tre colleghi, assistiti dall’avvocato Jenny Lopresti, che erano finiti al centro delle accuse per l’ennesima lettera del corvo che da anni – sempre che sia la stessa persona – sta gettando scompiglio in via Castello d’Amore e rischiando di causare grossi guai ai colleghi.
l’inchiesta
L’indagine condotta dal sostituto procuratore Gabriella Cama si è conclusa con una richiesta di archiviazione, accolta pochi giorni fa dal giudice per le indagini preliminari, in quanto «dall’attività di indagine e dalle dichiarazioni rese dalla presunta parte offesa non sono emersi comportamenti abusanti o limitativi della libertà personale da parte degli agenti». L’inchiesta era scaturita da una lettera anonima in cui veniva raccontato che durante un controllo i vigili avevano picchiato un cittadino marocchino, che non voleva fornire le sue generalità. L’uomo avrebbe riportato ferite tali da doversi sottoporre alle cure del Pronto soccorso. Accuse pesantissime, che sostenevano come i vigili alle prime escandescenze dell’uomo gli avessero messo le mani addosso e lo avessero portato in caserma a forza. Una condotta talmente grave che il reato che era stato contestato ai vigili era, oltre all’abuso di ufficio, il sequestro di persona. Accuse però che erano sempre state smentite dalla polizia locale e dai diretti interessati. «Quando è scattata l’indagine Favaretto è stato talmente responsabile e coraggioso» a ulteriore dimostrazione della sua condotta esemplare, «che ha voluto sottoporsi subito a un interrogatorio volontario di fronte al pm», spiega l’avvocato Jenny Lopresti. Con questa modalità l’interrogatorio è praticamente alla cieca, non si conosce nulla di ciò che ha in mano la Procura. Ma da questo punto l’indagine ha cominciato a prendere decisamente una piega diversa, perché di riscontri del comportamento illecito dei vigili non ne sono stati trovati.
l’archiviazione
La Procura ha rintracciato il cittadino marocchino, nel frattempo trasferitosi a Torino, che sarebbe stato vittima dell’aggressione. E con questo interrogatorio è stata messa, di fatto la parola fine all’indagine. L’uomo infatti ha riferito di non essere stato aggredito. Ma ora dopo il sospiro di sollievo per Favaretto e per i tre vigili coinvolti nell’indagine, in via Castello d’Amore è caccia al corvo. Forse è qualcuno che si è ritenuto sorpassato dall’arrivo di Favaretto? Un vigile poco soddisfatto di carriera e promozioni? Da anni le sue segnalazioni anonime creano disagio all’interno del comando, e in questo caso «hanno fatto partire la macchina della giustizia, e chiesto l’impiego di risorse pubbliche», aggiunge Lopresti. Ma una denuncia per calunnia, finché non verrà identificato, cadrebbe nel vuoto. —
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