Abbandona i figli a casa e scappa per incastrare e far arrestare il marito
Il caso a Nervesa. Il marito trova i figli soli e viola il divieto di avvicinamento per accudirli, poi viene arrestato dai carabinieri. I militari localizzano la madre fuori regione: l'uomo viene scarcerato, per la donna scatta la denuncia

Il codice rosso che si attiva quando una donna scompare in modo misterioso, il marito che viene arrestato per essere stato trovato nella casa che un tempo condivideva con la donna, nonostante non possa farlo su disposizione del giudice, e l’ombra concreta, per alcune ore, di un femminicidio.
Sono i tre ingredienti del fatto di cronaca avvenuto martedì 13 ottobre a Nervesa, dove in una strada alla periferia del paese, sono intervenuti i carabinieri. Alla fine, quelli che sembravano essere i tasselli di un puzzle complicato sono stati rimessi al loro posto dai militari dell’Arma, dopo aver scoperto che la donna era fuggita fuori regione e il marito era andato nella casa, che un tempo condivideva con lei, solo perché i figli piccoli non rimanessero soli. L’uomo è stato scarcerato all’indomani mentre la donna, che a casa non è più tornata, potrebbe essere denunciata per abbandono di minori e procurato allarme.
Una storia surreale che per alcune ore ha visto un uomo al centro di pesanti sospetti ed invece, a quanto pare, è stato vittima di un piano diabolico della donna in fuga. L’epilogo di una relazione sentimentale a dir poco travagliata.
È nel primo pomeriggio del 13 ottobre scorso che a Nervesa scatta l’allarme per la scomparsa di una donna. L’ultima traccia di lei è una telefonata al marito per dire che doveva andare al pronto soccorso e che avrebbe lasciato i bambini da soli in casa. L’uomo, che è al centro di un procedimento per reati in famiglia, preoccupato per la sorte dei bambini, va nell’abitazione dove, fino a pochi mesi prima, viveva con la moglie. Non vuole lasciare soli i piccoli anche se non può mettere piede in casa in virtù di una misura cautelare impostagli dall’autorità giudiziaria.
Dopo un po’ arrivano i carabinieri che trovano l’uomo, un operaio quarantenne, nel luogo dove non potrebbe stare. «Sono venuto a casa perché i miei figli sono stati lasciati da soli», si giustifica l’operaio di Nervesa, che viene arrestato per aver infranto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla casa famigliare. Ma è chiaro che è necessario verificare la sua versione dei fatti. L’operaio spiega che la moglie gli aveva detto che stava andando all’ospedale perché non si sentiva bene. «A quel punto cosa dovevo fare? Non potevo lasciare soli i bambini», ha detto ai militari.
Scattano i controlli negli ospedali della Marca e poi in quelli regionali, ma agli investigatori non risulta alcun accesso ospedaliero a nome della donna. Del caso vengono coinvolti anche i carabinieri del nucleo investigativo, quelli che si occupano di omicidi. È comprensibile che possa essere messa in dubbio la versione del quarantenne: si tratta di un uomo indagato per reati in famiglia, arrestato per aver violato una misura cautelare.
Inoltre ha fornito una versione che non trova riscontro. La macchina delle indagini prosegue fino a quando, grazie alle potenzialità dei mezzi degli investigativi, viene localizzato il cellulare della moglie fuori dai confini del Veneto e dopo ulteriori riscontri ci si accerta che sta bene.
L’uomo, all’indomani, viene scarcerato ma le indagini proseguono nei confronti della donna che ora rischia seri guai giudiziari per aver lasciato soli i figli minorenni.
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