Nardi lascia, nuovo presidente ad aprile

valdobbiadene. Una lettera d’auguri che assomiglia molto a un commiato, tra i ricordi di un anno indimenticabile (riconoscimento Unesco, record di produzione, valore in crescita) e il passaggio di testimone a chi verrà, centrato su concetti come «territorio sostenibile», «Prosecco Superiore prodotto culturale», «sviluppo economico, sociale e ambientale». Innocente Nardi, da nove anni alla guida del Consorzio di Tutela Prosecco Docg, conferma che la lettera diffusa ieri e indirizzata ai soci del Consorzio sarà l’ultima del suo mandato, in scadenza a fine marzo. «Ho introdotto il limite di mandato, ho fatto nove anni e non mi ricandiderò dopo la scadenza del 30 marzo» commenta Nardi, «gli iscritti eleggeranno i 15 componenti del nuovo consiglio, divisi in base alle categorie, che poi sceglieranno il presidente. Ad aprile avremo una nuova guida». Presto per fare nomi, ma una suggestione che si sta facendo largo tra i produttori della Docg è quella di imprimere una svolta rosa alla denominazione, scegliendo come presidente Gabriella Vettoretti, della Tordera di Vidor.
i traguardi
Fine anno è però il momento dei bilanci, e quello di Nardi cita gli ultimi obiettivi centrati dalla denominazione. Il 7 luglio il riconoscimento dell’Unesco alle colline del Conegliano-Valdobbiadene, l’abolizione del Glifosate a partire dal primo gennaio dell’anno scorso, la certificazione di qualità SQNPI su oltre 600 ettari di denominazione. E ancora: la crescita della reputazione e della conoscenza del territorio, il raggiungimento di 92 milioni di bottiglie prodotte e i quasi 520 milioni di euro del valore complessivo della produzione (dati 2018), con un più 12,2 per cento a valore di vendite in Italia che compensa la flessione dello Spumante Docg sui mercati stranieri.
le prospettive
I prossimi dieci anni di Conegliano-Valdobbiadene imporranno però sfide diverse. «Al territorio andrà dedicata ogni nostra attenzione nel prossimo decennio, quale motore del nostro sviluppo futuro, che per essere sostenibile e duraturo dovrà mantenersi equilibrato lungo le tre direttrici economica, sociale ed ambientale» scrive Nardi ai soci. «Per quanto riguarda invece il prodotto, dovremo essere capaci di dimostrare che esso, ancor più di un vino, è la più completa e intensa espressione di un territorio vocato e della sua cultura, attraverso il sapere, il saper fare ed i comportamenti delle sue genti. Le voci dei consorziati, forti e coerenti nel diffondere i valori della Denominazione e i comportamenti virtuosi, devono far diventare il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore un vero e proprio prodotto culturale, legittimamente inserito nella élite di prodotti vanto del Made in Italy». —
Andrea De Polo
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