Multe a raffica in via Campana, è protesta

I nervi sono saltati già mercoledì, quando i commercianti hanno visto i vigili passare in rassegna per l’ennesima volta le auto parcheggiate nelle aree riservate ai residenti e sugli stalli carico e scarico staccando multe. «L’ennesimo controllo» borbottavano, «sono già passati a inizio settimana, qui è tutta una». Ieri pomeriggio però hanno iniziato a non poterne più e quando hanno visto la polizia locale passare in rassegna le macchine per la quarta volta in un giorno, hanno iniziato a telefonarsi e telefonare in giro. I vigili urbani hanno staccato in tutta la mattina una decina di multe effettuando due rimozioni di auto, poi si sono ripresentati alle 16 riaprendo il blocchetto e continuando a staccare. «Noi siamo contro la sosta selvaggia, siamo anche contro chi occupa dei posti che sarebbero riservati ad altri, ma qui sio sta instaurando un clima di tensione. Non si può lasciare la macchina in sosta pochi minuti anche solo per scendere a bere un caffè o comprare una cosa che si rischia di ritrovarsi con la multa sul cofano» dice Bruno Pavanel del Bar Due Piani. Ma sul piede di guerra ci sarebbero anche i titolari della Campana e altri negozianti di piazzetta Dolfin. «I posti sono riservati, e va bene, ma almeno tra i carico e scarico abbiano un attimo di tolleranza» sottolinea una dipendente di un negozio della zona, «in questi giorni sembra che stiano battendo a tappeto e non capiamo perchè».
Nei piani del Comune, via Campana e Piazzetta Teatro Dolfin dovevano essere le aree da pedonalizzare e valorizzare assieme a San Vito ma il piano, varato dal tandem Mauro-Pimpolari «in via sperimentale» nei fine settimana, passate le vacanze di Natale è stato cestinato senza alternative pare dopo un niet del vicesindaco Gentilini (notoriamente allergico al piano di pedonalizzazione). Ora, senza piani di rilancio e progetti, si è tornati al caos, tra le proteste. I commercianti, da parte loro, sulla chiusura della strada hanno da sempre opinioni divergenti. «Senza un vero piano di promozione e rilancio serve a poco nulla chiudere». Ma è altrettanto vero che gran parte del traffico nella zona, più che a fare spese tra i negozi che vi affacciano, serve per andare da una parte all’altra della città evitando un po’ di Put. È questo il bene del centro storico? «Sarebbe bene imboccare uina strada, con convinzione» segue il gestore del bar, «così si rischia solo di creare un clima di tensione e mandare via la gente. Gli affari risentono di tutto questo via vai di vigili. Anche chi poteva passare pe run caffè, se ne va altrove se sa di non poter avere cinque minuti di autonomia in un carico e scarico».
(f.d.w.)
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