Addio a Carnio, imprenditore e ristoratore. Lutto a Treviso
Sergio Carnio se ne è andato improvvisamente a 69 anni, aveva avuto vari locali tra cui la trattoria all’Isola a Treviso e un’osteria a Cusignana. Il ricordo commosso dei colleghi

Un uomo capace di intrecciare lavoro, amicizie e visione imprenditoriale tra Veneto e Istria, lasciando un segno in ambiti diversi, dall’energia al turismo fino alla ristorazione. Sergio Carnio si è spento improvvisamente giovedì sera, 26 febbraio, a 69 anni. Residente a Treviso, da tempo conviveva con una malattia che negli ultimi anni lo aveva messo alla prova, senza però spegnerne la voglia di fare e il temperamento aperto.
Con l’Enel
Dopo l’esperienza come dipendente Enel e l’impegno in Arca Enel, alla fine degli anni Novanta aveva fondato insieme a Mara Lamonato la società Black Line, con sede a Santa Maria del Rovere, organizzando eventi alla Cittadella dello Sport di Parenzo e attivando un aliscafo quotidiano tra la cittadina croata e Venezia, rafforzando il legame tra Treviso e l’Istria e creando opportunità di incontro e scambio.
Successivamente si era dedicato alla ristorazione con l’apertura prima di un’osteria a Cusignana e poi della Trattoria all’Isola a Treviso, in strada dell’Ospedale Provinciale 15, situata nell’immediata periferia nord della città, a poche centinaia di metri dall’ippodromo, non lontano dal Parco dello Storga. Nel suo ristorante aveva scelto una linea precisa, puntando su piatti che privilegiavano la materia prima e la freschezza, una scelta identitaria costruita nel tempo che aveva contribuito a fidelizzare una clientela affezionata.
Lo stile
Chi lo frequentava racconta che, oltre al piatto, contava soprattutto il modo: una stretta di mano, due parole scambiate al tavolo, la premura di ricordarsi i volti, le abitudini, perfino le ricorrenze, perché per lui il cliente non era mai un numero. Amici e clienti lo descrivono come una persona buona, di gran cuore, sempre disponibile, capace di far sentire chiunque come a casa, accogliendo tutti con un sorriso sincero e una parola gentile.
«Era una persona meravigliosa, io andavo in ristorante da lui e viceversa» , ricorda l’amico Stefano Zanotto dell’Osteria Arman, sottolineando la sua autenticità e la naturale predisposizione alle relazioni sincere e durature. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella compagna, con cui abitava sopra alla trattoria, nei due fratelli e nella sorella, oltre che nei tanti amici e clienti che oggi lo ricordano come uno di famiglia. La data dell’ultimo saluto non è ancora stata fissata.
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