Morto per arresto cardiaco Fombu non è stato pestato

Tac ed autopsia sul camerunense hanno escluso l’asfissia e le lesioni interne Gli avvocati dei familiari: «Non è ancora accertato che non sia stato soffocato»

CONEGLIANO. È stato un arresto cardiaco a stroncare la vita di Donald Fombu Mboyo, il trentenne camerunese morto durante un fermo di polizia lunedì pomeriggio in via Manin a Conegliano. A stabilirlo è stata l'autopsia eseguita dall'anatomopatologo Alberto Furlanetto che ha escluso che il 30enne camerunense sia deceduto per asfissia, è stato inoltre acclarato che non presentava lesioni interne. Serviranno però altri esami istologici e tossicologici per poter capire quale sia stata la causa scatenante dell'arresto cardiaco. Alla luce dell’esito dell’autopsia pare che l'operato dei due agenti del Commissariato di Conegliano, che sono indagati dalla Procura di Treviso per il reato di omicidio colposo, abbia dunque rispettato le procedure. Gli avvocati della famiglia del camerunense, Roberto Russi e Roberto Veroi, affermano però che non è ancora da escludere la possibilità che il trentenne sia morto per asfissia. A questo punto si dovrà quindi attendere il deposito della relazione finale che è previsto tra 60 giorni.

In Procura si è sottolineato che l’indagine per omicidio colposo è una misura di garanzia che ha permesso ai poliziotti di poter nominare un consulente per assistere all’autopsia eseguita ieri mattina. In un primo momento, in seguito all’intervento del personale medico del Suem 118, si era parlato di un probabile infarto. Ma le proteste della comunità camerunense, che aveva lamentato un comportamento eccessivamente duro da parte degli agenti, avevano obbligato a fugare assolutamente ogni dubbio. La tragedia è avvenuta lunedì pomeriggio davanti agli occhi di molte persone e nelle ultime ore pare si sia riusciti a fare luce sulla dinamica di quanto accaduto. Il decesso del trentenne, già noto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti di droga, sarebbe avvenuto a seguito di una colluttazione innescata proprio dal giovane nel tentativo di scappare da un controllo dei poliziotti. Il trentenne sarebbe morto per infarto, secondo una prima analisi medica che dovrà essere però confermata dall'autopsia chiamata anche a verificare lo stato psicofisico dello straniero. Nel sangue sarebbero state trovate tracce di alcol di droga. Al momento non sono state trovate immagini di quanto accaduto, proprio perché la zona non è coperta da telecamere di sorveglianza. Gli investigatori hanno però raccolto diverse testimonianze, quasi tutte concordanti, sul fatto che il camerunense fosse particolarmente su di giri al momento del fermo da parte dei due agenti di polizia.

Giorgio Barbieri

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