E’ morto Mario Barbirato, funzionario della Provincia responsabile dei ponti

Trevigiano, aveva 61 anni, fra le sue passioni il calcio e la chitarra. Aveva conosciuto in Provincia Vanna Visentin, funzionaria, per lunghi anni factotum del festival del film d’arte di Asolo, con cui ha costituto un’inseparabile coppia dal 1983

Andrea Passerini
Mario Barbirato aveva 61 anni
Mario Barbirato aveva 61 anni

La Provincia di Treviso, il calcio e il mondo della musica piangono Mario Barbirato, scomparso a soli 61 anni per un male che lo aveva colpito cinque mesi fa. Era funzionario – elevata qualifica – nel settore Lavori Pubblici, l’uomo che sovrintendeva allo stato dei ponti e delle infrastrutture strategiche e che curava lo stato di manutenzione di tutti i viadotti, con delega anche agli itinerari dei trasporti eccezionali lungo le strade provinciali.

Il lavoro e l’amore

In Provincia, allora in via Battisti, era entrato per concorso nel lontano 1983. E lì aveva conosciuto Vanna Visentin, funzionaria, per lunghi anni factotum del festival del film d’arte di Asolo, con cui avrebbe costituto un’inseparabile coppia per oltre 40 anni. 

«Mai visti uno senza l’altra, e viceversa», dicono gli amici, affranti. Distrutti anche i colleghi della Provincia, dov’era un autentico riferimento professionale ed umano.

Le passioni

Era cresciuto nel quartiere di Santa Maria del Sile, ed in gioventù aveva giocato a calcio nel Condor.

Una passione che gli era rimasta dentro, tant’è che aveva poi fondato la squadra di calcio della Provincia, cui aveva partecipato a tantissime manifestazioni interaziendali. Non solo; aveva allenato per anni i bambini del San Giuseppe. E negli ultimi tempi era stato molto attivo con la consorte, anche per la Pdm, squadra di basket in carrozzina, con cui la squadra dei dipendenti di Sant’Artemio si era gemellata.

E poi l’amatissima chitarra, da assoluto autodidatta: la suonava sempre a livello amatoriale. Era amicissimo di Tolo Marton. Curiosità: lo stesso strumento che suona il dirigente del settore, Maurizio Veggis.

Lascia oltre alla moglie Vanna, la mamma Anna Maria, la sorella Laura e il fratello Enrico, cinque nipoti, gli altri parenti, i colleghi. «Sei volato in cielo troppo presto», si legge nell’epigrafe, dove la moglie Vanna lo ringrazia «per ogni momento vissuto insieme con amore e felicità».

Mercoledì 8 aprile l’addio, alle 11, nel tempo di San Nicolò. I familiari chiedono non fiori, ma offerte che saranno devolute all’Advar. 

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