Morto di freddo a Silea, Tocchetto: «Non ho capito il suo dolore, mai più un altro Bessegato»
L’uomo a un incontro elettorale di Antonella Tocchetto si era offerto di consegnare volantini.
Il tormento della consigliera Pd: «Dovevo aiutarlo. Sempre più persone in estrema difficoltà»

Una morte figlia della povertà e della solitudine. E un incontro, di pochi giorni prima, nel quale gli occhi di Gianluca Bessegato avevano incontrato per qualche minuto lo sguardo di Antonella Tocchetto, consigliera comunale del Pd. Poche parole, scambiate in occasione di un aperitivo elettorale che Tocchetto aveva organizzato nel quartiere San Paolo.
«Se vuoi darmi un po’ dei tuoi volantini, li porto volentieri in giro, sono uno che cammina molto», le aveva confidato Bessegato. Qualche frase, scambiata durante l’incontro. «Mi ha fatto molto male sapere che Gianluca è morto assiderato in un fossato a Silea», confida ora Tocchetto.
Il dramma e il tormento
L’uomo, un senzatetto di 58 anni, originario di Spresiano e con un passato di tossicodipendenza, lutti e difficoltà economiche, è stato trovato senza vita il 25 novembre, al lato della strada. Probabilmente, morto di freddo senza che nessuno potesse fornirgli aiuto e soccorso.
La Procura ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato, lunedì verrà conferito l’incarico per l’autopsia, che potrebbe essere eseguita il giorno stesso. Quanto accaduto non ha lasciato indifferente Tocchetto, avvisata del fatto con un sms da Antonio Petrelli, di I Care Veneto, associazione di volontariato che opera sul territorio.
«Mi tormenta e mi rammarica il fatto di non aver compreso quanto fosse in difficoltà. Avrei potuto e voluto aiutarlo, se solo avessi capito quanto era grave la sua situazione», ammette Tocchetto. Un pensiero ricorrente, che le pesa sul cuore e la porta a ripercorrere quel pomeriggio di pioggia, trascorso sotto al Biscione.
«C’erano parecchie persone, osservandole mi sono resa conto che molte erano lì perché avevano fame». Non certo per il malcostume di consumare un piccolo pasto “a scrocco” ma per un’esigenza reale, dettata dal bisogno di mettere qualcosa sotto i denti. «Ho visto veramente una brutta situazione», aggiunge la consigliera, «tanti erano lì per un po’ di pane e formaggio». Tra loro molti pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese, alcuni senza fissa dimora come Bessegato, alcune signore, rimaste vedove, senza la possibilità di permettersi le cure dentali. Ma anche famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, a pagare l’affitto o ad affrontare le spese condominiali.
«Mi ha fatto male vedere come a pochi passi dal centro ricco e luccicante della nostra città, ci siano situazioni così precarie e di grande difficoltà che riguardano cittadini trevigiani. Se prima ce la facevano, ora non riescono più a mantenersi». È come se la povertà delle grandi metropoli inizi a lambire anche la godereccia Treviso, restando però un po’ sottotraccia per pudore.
Le emergenze nascoste
«Quanto accaduto ci ricorda che l’emergenza casa è sotto gli occhi di tutti. Per affrontarla servono politiche che vadano oltre l’intervento emergenziale stagionale e che prevedano la trasformazione degli alloggi a disposizione da semplici abitazioni a veri progetti di vita e inclusione» aggiunge la sindaca di Silea, Rossella Cendron, portando i risultati di un esempio concreto di questa collaborazione: il progetto “Casa solidale”, avviato a maggio 2024 dal Comune di Silea insieme alla sezione Veneto della Comunità Sant’Egidio. L’iniziativa coinvolge due alloggi Ater di proprietà comunale a Cendon, destinati a 4 persone in emergenza sociale. —
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso









