Morto sulle Tofane, il figlio: «Ho seguito papà col Gps, una tragedia inspiegabile»

Parla Nicola Angelucci, figlio di Enrico, imprenditore di 63 anni che viveva a Conegliano, deceduto sulle Dolomiti durante una escursione: «Era prudente e speravamo che rinunciasse dopo il dramma recente del coneglianese Pasinato. Ho dato io l’allarme quando ho visto che era fermo da tempo nello stesso punto»

Salima Barzanti
Enrico Angelucci con la moglie Assunta e il figlio Nicola
Enrico Angelucci con la moglie Assunta e il figlio Nicola

«Era un appassionato di montagna, andava a camminare spesso, ma era attento, prudente e scrupoloso, studiava prima il percorso, si informava sul meteo e aveva il gps accesso con il quale potevamo seguirlo a distanza. Quando mia mamma si è accorta che il gps indicava sempre lo stesso punto da un po’ ci siamo allarmati. Ho chiamato io i soccorsi ai quali ho dato indicazioni precise, proprio perché papà era metodico e ci inviava il percorso dell’escursione».

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Un selfie di Angelucci poco prima della tragedia

La ricostruzione

Queste le parole di Nicola, il figlio di Enrico Angelucci, che martedì pomeriggio è caduto perdendo la vita durante un’escursione nella zona delle Tofane. Aveva sessantatré anni, era originario dell’Umbria ma sulle montagne, proprio a Cortina, aveva conosciuto Assunta di Ogliano.

Poi la decisione di fare della frazione di Conegliano, sulle colline, con vista sulle montagne, la propria casa e il punto fermo dei suoi tanti viaggi di lavoro. E non mancava mai, appena poteva, di salire a camminare in montagna, da solo o anche in compagnia.

A cena il ricordo di Pasinato

«Proprio lunedì sera a cena avevamo parlato della recente scomparsa del professor Pasinato, caduto in montagna, Io e mia mamma eravamo sempre un po’ preoccupati, quest’anno ci sono stati tanti morti in montagna, abbiamo sperato desistesse, gli abbiamo detto di fare attenzione - aggiunge il figlio Nicola -. Lui comunque era prudente e appunto lo potevamo seguire passo a passo con il gps, la sua era un passione grande».

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Nella zona delle Tofane c’era una frana, ma Angelucci si è recato nel versante opposto.

«Lontano dalla frana»

«I sentieri bloccati erano altri, lui ha seguito un sentiero in salita e poi arrivato in cima è ritornato indietro per la stessa strada», riferisce il figlio.

Proprio dalla cima, nel gruppo delle Tofane, dopo la partenza da Pocol, ha mandato alla famiglia quella che sarà poi l’ultima foto, scattata poco dopo le undici di martedì. Prima delle 14 ha inviato un altro messaggio con il tragitto fatto e che avrebbe fatto e la posizione. Poi la tragedia.

Professionista impegnato

Angelucci aveva anche una base in Umbria, a Montefalco, dove la famiglia gestisce un hotel. Ma viaggiava molto, in un quanto era anche un imprenditore, in un’azienda di prodotti chimici con sede a Milano. A Jesolo aveva una casa di villeggiatura.

Un uomo intraprendente, forte, determinato, che dopo la laurea in neurobiologia e in biologia molecolare nella prestigiosissima università di Berkeley, negli Stati Uniti, aveva poi avviato con successo la sua carriera lavorativa.

Appena la notizia della morte di Enrico si è diffusa, in tanti hanno voluto far sentire la propria vicinanza alla famiglia. «Tieni sempre nel cuore la grande persona che è stato: intelligente, capace, coraggioso, pieno d’amore per la famiglia, onesto, leale, generosissimo, simpatico, un vulcano…una vera e propria forza della natura. Senza pari», l’ha ricordato un amico.

Anche Nicola ha voluto ricordare il papà con affetto sui social: «Papà, non ci posso ancora credere come in un istante sia cambiato tutto. Un fulmine a ciel sereno, come sei sereno tu in quella foto che ci avevi mandato poco prima. Avevi ancora una vita davanti, Avevamo ancora tante cose da dirci e da fare insieme. Ci manchi già. Sarai sempre e per sempre con noi». Funerale sabato 10 ottobre alle 11 nella chiesa di Ogliano.

 

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