Infarto in casa, morto l’imprenditore Corrado Vogrig. Lutto a San Biagio

La tragedia nell’abitazione di Cavriè. Il 63enne, impegnato in politica prima con il Psi e poi con il M5S, si è accasciato: inutile ogni soccorso. Lascia la moglie Carmen e quattro figlie

Savina Trevisiol
L'imprenditore Corrado Vogrig
L'imprenditore Corrado Vogrig

L’infarto fatale lo ha colpito giovedì mattina nella sua casa di Cavriè: per Corrado Vogrig, 63 anni, imprenditore e politico, non c’era più nulla da fare.

Vastissimo il cordoglio non solo a San Biagio Si era diplomato al Palladio, e da geometra libero professionista era diventato imprenditore edile, costruendo un percorso fondato su competenza e solide relazioni.

Aveva collaborato con Permasteelisa, la multinazionale trevigiana di San Vendemiano specializzata in rivestimenti architettonici in vetro e acciaio, fondata nel 1973 da Massimo Colomban, esperienza che gli aveva consentito di affinare competenze di alto livello, prima di guidare una propria azienda nel comparto delle costruzioni, diventando un riferimento per molti operatori del territorio.

Alla concretezza del lavoro aveva sempre affiancato l’impegno politico, vissuto con passione e spirito critico: prima la militanza nel Partito Socialista, con l’amico Moreno Bergamo, architetto recentemente scomparso, e l’ex sindaco Giorgio Da Ros, poi nel 2013 il coinvolgimento tra i promotori del Movimento 5 Stelle.

In consiglio comunale non si sottraeva al confronto, interveniva su urbanistica e lavori pubblici, portando la sua competenza tecnica al servi zio di una visione amministrativa. «Era parte attiva in assemblea comunale, mi dava consigli su urbanistica e opere pubbliche. Perdo un grande amico», ricorda l’ex sindaco Da Ros. Anche Rino Lisetto, oggi consigliere di maggioranza e amico da oltre trent’anni, parla di «una persona vivace, capace di creare relazioni nel lavoro e nella politica». Ed aveva sostenuto un progetto cinematografico sulla figura di Gino Donè, il sambiagese al fianco di Fidel Castro nella rivoluzione cubana.

Accanto alla dimensione pubblica, quella più personale e creativa. Amava definirsi «il geometra che abbandona il righello», ironizzando sulla contrapposizione tra rigore delle misure e libertà della pittura. Nei suoi quadri – amava dipingere – spesso le figure sono senza volto. «Le figure diventano ombre universali, simboli più che individui. In questo modo ognuno può riconoscersi in loro».

La sindaca Valentina Pillon ha espresso il cordoglio dell’amministrazione: «Vogrig si è sempre distinto per il suo impegno civile, l’intera comunità si stringe con affetto attorno alla famiglia».

Vogrig lascia la moglie Carmen e le figlie Veronica, Angelica, Ludovica e Celeste. L’ultimo saluto non è ancora stato fissato.

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