Morgano, sulla Treviso-Ostiglia pedoni e ciclisti sfiorati dai pallettoni

Si susseguono le segnalazioni: «I cacciatori sparano vicinissimi alla ciclopedonale anche se è una zona protetta»
agostini agenzia foto film treviso nuovo tratto greenway ostilia in foto via dell aeroporto
agostini agenzia foto film treviso nuovo tratto greenway ostilia in foto via dell aeroporto

Morgano. È ripresa la caccia, e con questa pure la paura per i frequentatori della ciclopedonale Treviso-Ostiglia, tra Morgano e Quinto. È di qualche giorno fa l'ultima segnalazione di cacciatori arrivati a ridosso del percorso che hanno aperto il fuoco. Lo scorso anno lo stesso copione. Senza che vi siano stati particolari provvedimenti.

«Stavo camminando con il mio cane in una stradina sterrata di accesso all'Ostiglia: il cane si è accorto di una presenza poco distante, nonostante io non vedessi nulla a causa dei campi con l'erba alta», racconta una giovane di Morgano, «A quel punto ho sentito lo sparo, mi sono ovviamente impaurita ed ho iniziato a correre verso il percorso ciclopedonale, distante alcune decine di metri. Siamo davvero all'assurdo: evidentemente si sta aspettando la tragedia perchè si intervenga davvero».

Le segnalazioni nei gruppi Facebook dei cittadini di Badoere e Morgano vanno nella stessa direzione: «Sparano a venti metri da casa, fino a sei fucilate in pochi secondi: ho paura di andare a camminare sui sentieri del Sile tra Badoere e Morgano», è una testimonianza che si legge nel web, a cui fa eco un'altra residente della zona: «Domenica scorsa, all'altezza del casello ferroviario di via Bosco, c'erano dei cacciatori tra i campi ed hanno sparato in direzione dell'Ostiglia proprio mentre transitavo con un gruppo di persone: ci siamo spaventati tutti, erano veramente vicini».

Insomma, le distanze da case e luoghi pubblici, così come previsti dalla legge (che parla di 50, 100 e 150 metri in base al tipo di edificio, con il divieto di sparare a meno di 150 metri), a quanto pare risultano completamente ignorate o perlomeno violate in gran parte. Esattamente un anno fa, quando un gruppo di mamme in passeggiata sulla ciclopedonale tra Santa Cristina e Morgano aveva denunciato il medesimo problema, dopo aver scorto a pochi metri da sè i cacciatori e quindi gli spari, il Parco regionale del fiume Sile - in cui è inserita la Treviso-Ostiglia - aveva annunciato verifiche. Ad oggi non se ne conoscono sviluppi.

«Ogni tipo di caccia, all'interno del parco è assolutamente vietata: pertanto se gli episodi segnalati fossero avvenuti all'interno del parco i cacciatori in questione andrebbero considerati abusivi e passivi di denuncia», hanno ribadito dagli uffici del Parco del Sile, invitando poi i cittadini «ad avvertire immediatamente le forze dell'ordine, a maggior ragione se i fatti avvengono a ridosso di percorsi ciclopedonali com'è la Treviso-Ostiglia, aree naturali o abitazioni e zone frequentate». In passato lo stesso ente Parco aveva aperto un contenzioso con dei cacciatori che, nell'area delle risorgive del Sile, avevano invaso l'area protetta. Oggi i rischi però permangono. —

Alessandro Bozzi Valenti
 

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