Ingoia la droga e tenta la fuga, poi rifiuta le cure e devasta la stanza d’ospedale
Un uomo di 32 anni ingerisce gli ovuli al controllo dei carabinieri. Arrestato, ha rifiutato le cure, poi ha aggredito i medici dell’ospedale di Montebelluna e distrutto la stanza. Scatta il secondo arresto, ora è sedato e in coma farmacologico

Sorpreso con la droga, la ingerisce per sfuggire al controllo dei carabinieri e viene arrestato. Accompagnato all’ospedale di Castelfranco per accertamenti, rifiuta di sottoporsi alle cure per espellere gli ovuli e salvarlo da una morte per overdose nell’eventualità di una rottura degli involucri nell’intestino la cui presenza è stata confermata dall’esito di una tac.
Rilasciato a piede libero mentre è ancora sotto osservazione, viene trasferito al San Valentino di Montebelluna dove minaccia medici, forze dell’ordine e distrugge la stanza d’ospedale. È qui che per il trentaduenne tunisino (iniziali A.K., rappresentato dall’avvocato Luigi Torrisi) protagonista della rocambolesca sequenza di eventi iniziata domenica 19 luglio, è scattato il secondo arresto nell’arco di 24 ore.
Il trentaduenne straniero risulta formalmente residente a Padova ma di fatto è un senza fissa dimora dedito ad una vita di espedienti: i fatti contestati si collocano tra domenica scorsa e mercoledì 22 luglio, un arco di tempo che gli è bastato per finire in manette due volte.
La richiesta del carcere
Il pubblico ministero, vista la pericolosità sociale della persona, aveva formulato una richiesta di custodia cautelare in carcere nei confronti del trentaduenne che tuttavia non è stata accolta dal Gip.
Quest’ultimo infatti ha ritenuto che la dose ingerita di cui i militari sono venuti in possesso fosse esigua e quindi riconducibile ad uso personale. Sabato 25 luglio l’uomo avrebbe presenziare all’udienza di convalida ma le sue condizioni non glielo hanno consentito.
Il personale medico dell’ospedale di Montebelluna infatti è dovuto ricorrere in ultima via alla sedazione e da allora il tunisino è intubato in coma farmacologico. Il giudice ha fissato l’udienza per l’interrogatorio di garanzia per il 7 agosto. In quella sede, oltre che del possesso di droga ai fini di spaccio dovrà rispondere anche di minacce e resistenza a pubblico ufficiale.
Il controllo
Il primo arresto risale a martedì 21 luglio a seguito di un controllo dei carabinieri di Castelfranco che lo tenevano sott’occhio da tempo. In un maldestro tentativo di sfuggire alla denuncia il trentaduenne ha ingerito l’hashish che aveva con sé e per questo è stato accompagnato dagli stessi militari all’ospedale di Castelfranco.
I militari gli hanno sequestrato anche circa un centinaio di euro in contanti, probabile frutto dell’attività illegale. Mercoledì, mentre si trovava ancora ricoverato in ospedale, l’arresto è stato convalidato e il giudice ne ha disposto la liberazione.
La possibilità di rottura degli ovuli ha reso necessario il trasferimento il giorno stesso al San Valentino dove ha dato in escandescenza facendo scattare il secondo arresto, successivamente convalidato. L’uomo è sedato e piantonato, ma formalmente a piede libero.
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