«Mondiali a Treviso nel 2026» Ma il velodromo è in alto mare

Lavori al velodromo di Spresiano paralizzati da un anno, ma la Federciclismo deposita la candidatura per ospitare alle Bandie il Mondiale su pista 2026: segnale di ripartenza o paradosso? La novità s’apprende a Palazzo Balbi, a Venezia, alla presentazione dei Tricolori di ciclismo di Cittadella. Renato Di Rocco, presidente nazionale Federciclo, dichiara: «Qui in Veneto tutti aspettano il completamento dei lavori al velodromo di Spresiano. Ci stiamo lavorando, l’obiettivo è portarci i Mondiali su pista 2026». Parole che non passano inosservate, anche perché pronunciate al cospetto del governatore Luca Zaia.
Raggiunto poi al telefono, il dirigente federale va più nel dettaglio, evidenziando la formalizzazione della candidatura all’Unione ciclistica internazionale: «Abbiamo presentato domanda al direttivo Uci di giugno. L’impianto di Spresiano, una volta terminato, sarebbe l’unico in Italia a poter ospitare una manifestazione di tale livello». Se la Marca riuscisse a ottenerlo, si tratterebbe della classica ciliegina in un anno già magico per il Veneto: vedi le Olimpiadi a Cortina.
Il problema, non certo secondario, è che i lavori sono al palo dall’agosto 2019, ossia da quando la stessa Federciclo chiuse il cantiere per le inadempienze del costruttore Pessina, vincitore dell’appalto. Detto che i fondi pubblici (27 milioni di euro, Finanziaria 2007) sono finalizzati pure alla candidatura per il primo Mondiale utile, la notizia non può che suonare beffarda ad appassionati e praticanti trevigiani, costretti a fare i conti con una dolorosa incompiuta. Nel contempo, però, le parole di Di Rocco potrebbero rappresentare uno spiraglio di luce. Come già noto, la Federazione ha avviato la revoca del contratto con Pessina, alle prese con un concordato preventivo al tribunale di Milano. «Stiamo dialogando con Pessina e qualche suo creditore per arrivare alla revoca in tempi brevi e senza conflittualità legale. Siamo ottimisti. Ci piacerebbe riprendere i lavori entro la fine dell’anno». Se si arriverà alla revoca del contratto con Pessina, la palla passerà alla Federazione, che dovrà definire il futuro dell’opera di concerto con la presidenza del Consiglio e il Dipartimento sport. Bisognerà bandire una nuova gara, ma la Federciclo ha già in mente come sbrogliare la matassa: «Il Decreto Semplificazioni potrebbe permetterci di accelerare le procedure». —
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