Mogliano, scontro sulla magnolia morente: «Colpa del cemento»
La foto dell’albero dell’ex Villa Favier riaccende le tensioni nella maggioranza. Botta e risposta tra i segretari cittadini di Lega e FdI sulle scelte urbanistiche del passato. La minoranza attacca: «Ora prendono le distanze dal loro stesso sindaco»

Basta la foto di una magnolia in sofferenza per riaccendere immediatamente le tensioni dentro il centrodestra moglianese. È successo nelle ultime ore in uno dei gruppi Facebook cittadini, dove un post dedicato alla storica magnolia dell’ex Villa Favier, oggi quasi completamente spoglia dopo la costruzione delle palazzine realizzate nell’area, ha dato il via all’ennesimo scontro tra Lega e Fratelli d’Italia.
La tensione
Il segno di rapporti ormai talmente tesi che ogni occasione sembra buona per riaprire polemiche e regolare conti politici mai davvero chiusi. Sotto al post, infatti, il segretario cittadino della Lega Carlo Albanese ha commentato duramente l’intervento urbanistico definendolo «solo speculazione edilizia».
Una presa di posizione che ha immediatamente provocato la replica del segretario cittadino di Fratelli d’Italia Danilo Benvenuti, il quale ha ricordato come quell’operazione fosse stata approvata proprio durante gli anni di governo del centrodestra moglianese. A quel punto Albanese ha rilanciato: «Perfettamente ragione, ma a volte si sbaglia. L’importante è rendersene conto».
Clima teso
Un botta e risposta che fotografa perfettamente il clima che si respira oggi nella maggioranza che sostiene il sindaco Davide Bortolato.
I rapporti tra Lega e Fratelli d’Italia, infatti, sono tesi ormai da mesi e negli ultimi tempi si sono moltiplicati attriti e prese di posizione divergenti, aggravati ulteriormente dopo il recente siluramento dell’ex vicesindaco Leonardo Muraro. La questione della magnolia diventa così molto più di una semplice discussione ambientale.
I retroscena
Dietro allo scontro social riemerge infatti il giudizio sulle scelte urbanistiche compiute negli ultimi anni dall’amministrazione, c’è l’intervento realizzato nell’area dell’ex Villa Favier attraverso quello che chiamato “articolo 6”, cioè un accordo urbanistico pubblico-privato previsto dalla legge regionale veneta.
In pratica il Comune concede al privato la possibilità di costruire e, in cambio, il soggetto che realizza l’intervento deve garantire opere o compensazioni considerate utili per la collettività. Oggi però proprio lo stato dell’albero viene utilizzato dalle opposizioni per attaccare frontalmente le politiche urbanistiche dell’amministrazione Bortolato.
«Il tempo, alla fine, ha dato ragione alle opposizioni e alle associazioni che si erano opposte all’accordo pubblico-privato voluto dall’amministrazione per trasformare il giardino dell’ex Villa Favier da parco ad area edificabile», attacca il portavoce della minoranza Giacomo Nilandi. «Purtroppo però avere avuto ragione non restituirà né il giardino né la maestosa magnolia che oggi sta morendo lentamente, soffocata dalle palazzine costruite tutt’attorno».
Poi l’affondo politico diretto alla maggioranza: «Lo scenario diventa ancora più desolante se si pensa che, a distanza di appena tre anni dall’approvazione di questi accordi, il segretario della Lega e quello di Fratelli d’Italia si contendano sui gruppi Facebook la patata bollente di quella decisione, prendendo le distanze dal loro stesso sindaco». Ora la minoranza annuncia la presentazione di un’interpellanza.
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