Minacciati in rete dopo la denuncia contro Salvini

I 5 firmatari dell’esposto contro il ministro per odio razziale insultati pesantemente. Caso Diciotti: il Pd si mobilita 

Insulti, offese, richieste di emigrare o sparire. E minacce. Sui 5 firmatari (esponenti di Coazione Civica) della denuncia in Procura a Treviso contro il ministro Matteo Salvini – per istigazione all’odio razziale – si è abbattuta ieri una valanga. Sono Said Chaidi, Marta Cassano, Renato Zanivan, Gabriella Casagrande, Luigi Calesso. Chaibi è stato capogruppo di Sel- Sinistra unita ai Trecento; Calesso , storia politica lunghissima, è uscito da Impegno Civile; Zanivan, già del Pci, è stato recentemente coordinatore, di Sel. Casagarande gestisce un’osteria a Treviso ed è stata in lista alle comunali 2018.

IL POST INCENDIARIO

Un post è inquietante. Quello di Nicola Putton, 39 anni, di Pederobba: chiede «nomi e cognomi e indirizzi (dei denuncianti ndr)» e aggiunge: «Andiamo a portargli a casa un paio (di) profughi...se non se li prendono gli diamo fuoco alla casa a ’sti ignoranti». Putton si stupisce del clamore e della telefonata del cronista. «Non credo di essere stato il più duro», spiega «ho solo detto che i profughi andrebbero portati a casa di questi signori». Nessun accenno e riferimento ai propositi incendiari... «Non sono della Lega, ma appoggio la politica sui migranti, e qui a Treviso e in Veneto il voto ha detto come la pensano i cittadini». Segno dei tempi.

L’APPELLO DEL PD

Il Pd trevigiano, di fronte al caso Diciotti, lancia una mobilitazione in piazza contro «la deriva di odio e intolleranza», e chiede a tutti di «attivarsi sui social, dando sostanza con voce, facce e corpi di chi non ci sta alla deriva di odio e intolleranza».

Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Pd, è esplicito: «Esiste un "popolo" che non è di proprietà esclusiva di Salvini e Di Maio ma che crede ancora che una comunità sia in grado di affrontare le sfide più difficili non nutrendosi di rabbia e caos, ma semplicemente restando umana», dice, «il Pd e è pronto a fare la sua parte». E si appella a forze politiche (Più Europa -Bonino, Leu, Art.1-Mdp, Sì, Treviso Possibile, Civica Popolare, Psi, Potere al Popolo), sindacati (Cgil, Cisl Uil), imprenditori e categorie (Cna, Coldiretti, Cia, Unindustria), mondo cattolico (Ac e , Caritas), volontariato (Csv), scout (Agesci), altre associazioni (Arci Treviso, Anpi).

Ma anche a «chi ha a cuore il valore irrinunciabile della dignità della persona: uniamo le forze e condividiamo un appello a ritrovarci tutti in piazza, tra la gente, per dare un volto e una voce alla nostra indignazione, per rivendicare con orgoglio che siamo umani, non complici». —

Andrea Passerini

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