Mille euro al rettore condannati a 21 mesi

CAERANO. Quella lettera di raccomandazione con mille euro spedita al rettore dell’Università alla fine gli è costata una doppia condanna per istigazione alla corruzione. Claudio Passera, 50 anni, di...
Ferrazza Castelfranco inaugurazione villa Bolasco rettore uni. Pd. Giuseppe Zaccaria
Ferrazza Castelfranco inaugurazione villa Bolasco rettore uni. Pd. Giuseppe Zaccaria

CAERANO. Quella lettera di raccomandazione con mille euro spedita al rettore dell’Università alla fine gli è costata una doppia condanna per istigazione alla corruzione. Claudio Passera, 50 anni, di Casalmaggiore (Cremona) e la sua amica, probabilmente fidanzata E. V., 38 anni, nata in Russia ma residente a Caerano sono stati condannati ieri dal tribunale collegiale a 1 anno e 10 mesi, pena sospesa. Un mese in più di quanto aveva chiesto il pubblico ministero Benedetto Roberti. Ecco come si erano svolti i fatti. Quella prova di ammissione al corso universitario sarebbe stata dura da superare per la fidanzata. Tanto. Perché allora non chiedere aiuto al rettore dell’Università di Padova scrivendogli una lettera e aggiungendo due banconote da 500 euro per il disturbo? Dev’essere stato questo il ragionamento fatto da Passera che per incutere un certo timore nel suo interlocutore, visto il suo cognome “importante” si è pure spacciato familiare di Corrado Passera, banchiere, dirigente d’azienda e già ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture del governo Monti da fine 2011 alla primavera del 2013. Il fatto viene contestato il 29 agosto 2013. Quel giorno sul tavolo del rettore Giuseppe Zaccaria arriva una strana lettera che spedisce Claudio Passera. Si tratta di una richiesta per la prova di ammissione al corso di laurea triennale per professioni sanitarie per l’anno accademico 2013/2014 di E. V.. La donna sottolinea la necessità di accedere alla facoltà di Fisioterapia, evidenziando però la sua non adeguata preparazione. Dentro la busta ci sono pure due banconote dal 500 euro, una regalia per indurre il rettore ad esercitare tutti i suoi poteri per influenzare la commissione d’esame. La lettera è firmata dalla donna, mentre il mittente, scritto sul retro della busta, è Passera. La donna, nata Omsk, in Siberia scrive di suo pugno frasi sincere e genuine. Racconta di essere straniera e di aver fatto fatica nello studio, nonostante l’impegno. Spiega che è insegnante in alcuni centri sportivi e palestre, allega addirittura un curriculum vitae particolareggiato. Il tutto con tono quasi dimesso, di richiesta di aiuto, anche se l’aver infilato quelle due banconote rende il reato evidente. «Ha partecipato a quell’esame e non l’ha superato», ha detto in aula il pm Roberti, «ma l’istigazione alla corruzione c’è tutta». (c.bel.)

 

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