Messe a confronto le ferite delle ultime tre rapine in villa
Gorgo, Cimadolmo, Lovadina: per gli inquirenti dietro potrebbe esserci la stessa mano
GORGO. Gli assassini di Lucia Comin e Guido Pelliciardi potrebbero essere gli stessi banditi che a cavallo di Ferragosto hanno dato l’assalto ad altre ville della Marca, in particolare a Cimadolmo e Lovadina. Lo sospettano gli inquirenti di fronte alla similitudine dell’azione: l’uso di spranghe, cacciaviti e guanti, le violenze, le minacce di morte. Tanto che è stata disposta una comparazione tra le ferite riportate dalle vittime. Ieri si è tenuto in Procura un vertice di due ore tra il sostituto Valeria Sanzari, i Cc e la Polizia. «E’ un momento delicato e cruciale per le indagini», ha dichiarato ieri pomeriggio il sostituto procuratore Valeria Sanzari al termine del summit con le forze dell’ordine. Parole che hanno fatto pensare a una svolta vicina nell’inchiesta sul massacro dei coniugi di Gorgo. Una svolta legata all’intensissima attività di indagine in corso dall’alba di martedì, quando è stata formata la task force tra carabinieri e polizia per una caccia all’uomo congiunta. La pista della rapina in villa finita nel sangue, è uscita rafforzata dopo le autopsie che hanno rivelato sevizie e torture sulle due vittime. E proprio il numero di ferite sui corpi (una quarantina ciascuno) e il loro tipo (colpi di bastone, tagli con coltello) hanno indotto gli investigatori a sospettare l’azione di una banda dell’Est che avrebbe già colpito in precedenza nella Marca e in particolare il 12 agosto a Cimadolmo e il 15 agosto a Lovadina (una terza è al vaglio). Gli inquirenti hanno disposto a tal riguardo una comparazione tecnica tra le tre rapine, basata anche sull’analisi delle ferite riportate dalle vittime. «Si sta facendo una comparazione tra le dinamiche degli ultimi più gravi fatti criminosi», ha dichiarato ieri il procuratore Antonio Fojadelli. Molte le analogie tra Cimadomo, Lovadina e Gorgo Al Monticano: le vittime sono in tutti i casi pensionati, i banditi erano armati di spranghe e cacciaviti (Lovadina), indossavano guanti (Cimadolmo), hanno fatto irruzione nella camera da letto, cercavano la cassaforte, hanno minacciato di morte i proprietari per farsi consegnare le chiavi, hanno usato violenza (Sante Frassetto è stato colpito da un piede di porco, mentre la badante di Cimadolmo è stata fatta inginocchiare). «Una ferocia inaudita, persone disposte a tutto», avevano raccontato le vittime dopo l’assalto. Disposte a tutto, probabilmente anche ad uccidere se non avessero ottenuto il bottino che cercavano. Esattamente come è successo a Gorgo, dove Lucia Comin e Guido Pelliciardi sono stati seviziati dall’1 alle 2 di martedì, con una spranga e un coltello prima di essere barbaramente uccisi: a lei è stata fracassata la testa dopo la violenza alle parti intime, a lui è stato spezzato il collo. I banditi, sospettano gli inquirenti, cercavano le chiavi di villa Durante, di cui i Pelliciardi erano i custodi del parco. Questa l’ipotesi più probabile, anche se non sono state ancora definitivamente scartate le altre. Controlli sono in corso sui familiari delle vittime.
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