Mercurio nell’acqua dei pozzi, l’emergenza è finita a Treviso

TREVISO. L’emergenza mercurio è ormai rientrata. Ad annunciarlo, mettendolo nero su bianco, a nove anni dall’inizio dell’emergenza (oggi ancora senza un perché), è il report ambientale recentemente approvato dalla giunta comunale del sindaco Conte.
L’allarme rientrato Dopo anni di campagne di indagine condotte dall’Arpav su decine e decine di pozzi tra Treviso, Preganziol, Mogliano e Casier, nella zona di Treviso la presenza di mercurio nell’acqua di falda è tornato ad essere un fenomeno marginale, non allarmante. Di fatto chiudendo l’emergenza. A decretarlo le ultime indagini condotte nell’area al sud di Treviso – tra i quartieri di San Vitale e Canizzano – sull’acqua estratta dai dieci pozzi tenuti negli ultimi nove anni in costante controllo. Bene, sei hanno ormai valori “non significativi” o “decrescenti” sotto il livello di guardia; quattro hanno ancora valori di poco sopra i livelli di guardia, ma di questi tre in costante decrescita e uno solo in aumento. Quest’ultimo pozzo – situato in via San Vitale – resta l’osservato speciale di una emergenza che è ormai «rientrata», scrive il Comune nel report ambientale, specificando che nonostante quell’unico pozzo ancora “critico” la situazione possa considerarsi «costante». Un pericolo scampato quindi, anche se la guardia resta sempre alta e i controlli a scadenze annuali.
Gli altri territori Il caso scoppiato nel 2011 si estendeva da San Vitale a San Trovaso e Le Grazie arrivando anche a lambire il territorio di Mogliano. Una fascia inquinata lunga 10 chilometri e larga tre che da allora ad oggi è stata oggetto prima di ordinanze restrittive sull’uso di acqua, poi di investimenti per l’ampliamento della rete dell’acquedotto che però – almeno nel caso di Treviso – non ha dato i risultati sperati. Nonostante gli investimenti milionari in infrastruttura e posa di condotte, gli allacciamenti sono stati pochi. Fatto sta che stando ai dati riportati dal report del Comune di Treviso, la situazione va migliorando ormai definitivamente anche nei comuni contermini. Dei 32 pozzi sentinella esaminati da Arpav in questi anni, a rimanere critici sono solo il pozzo di San Vitale, un altro pozzo tra Preganziol e Sambughè e un terzo a sudest di Preganziol. Gli altri sono tutti in decrescita, riportano valori “non significativi” o addirittura “non valutati”.
Il report ambiente Quello sul mercurio è sicuramente un dato rassicurante. Ma nel report di Ca’ Sugana ci sono anche parecchie voci che meritano di avere una “registrata”. Sul consumo di suolo, come certificato anche da Ispra, Treviso ha risultati pessimi che si riflettono anche sulla capacità di riserva idrica (-18%). Va male anche sul fronte aria dove, se si nota negli anni una riduzione di Pm10, si riscontra un livello crescente di benzoapirene e una aumento di temperature. Da monitorare le acque superficiali e sotterranee per la presenza di inquinanti. Si migliora sul fronte raccolta rifiuti e mobilità green. —
F.D.W.
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