Mercato tedesco e la crisi dell'auto frenano l'export delle aziende di Treviso

TREVISO. Nei primi nove mesi del 2019 le esportazioni del manifatturiero trevigiano sono diminuite dell'1,2% rispetto allo stesso periodo del 2018, combinazione del -0,3% in area Ue, fra cui la Germania che marca da sola un -0,7%, e del -2,8 nel resto del mondo.
Lo rileva l'ufficio studi di Confartigianato, sottolineando come il Trevigiano esprima una tendenza negativa che contrasta, invece, con il +0,9% registrato su base regionale.
Per quanto riguarda il mercato tedesco, il primo fra gli sbocchi esteri della manifattura di Treviso, lo studio individua flessioni del 28,1% nel tessile, del 13,4% nelle apparecchiature elettriche, cioè tutto l'indotto correlato alla componentistica per le auto, dell'8,4% per le bevande, e del 6,4% in macchinari e apparecchiature.
Per il presidente dell'associazione, Vendemiano Sartor, «merita infine di essere rilevato che i temuti effetti negativi della Brexit non ci sono stati e che il Regno Unito è una delle mete in cui si mantiene alta la richiesta di beni Made in Treviso con un +4.8%, al pari di Polonia e Spagna dove il valore è cresciuto dell'11.4%».
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