Mercato della Pescheria, si cambia Uno dei banchi aperto fino alle 20

TREVISO. Il tempo dell’Isola delle Pescheria animata di commerci e acquisti solo di mattina è quasi finito. A rompere il fronte del tradizionale e amatissimo mercato mattutino nel cuore del centro ci ha pensato infatti la ditta Zucchello, ultima arrivata sotto la pagoda cittadina e l’unica a non vendere pesce. I titolari, approdati in centro storico dopo essersi fatti le ossa all’“Emporium” di San Pelajo, hanno deciso di spingere sull’acceleratore e sfruttare tutte le potenzialità dell’Isola chiedendo al sindaco di forzare l’orario stabilito per l’area mercato, da sempre limitato alle ore 14 sulle esigenze delle aziende (ormai due) di vendita del pesce che arrivavano di primo mattino ma chiudevano all’ora di pranzo.
La richiesta è stata fatta a metà agosto. Ad esaminarla prima gli uffici tecnici, poi lo stesso sindaco Giovanni Manildo che senza pensarci troppo ha approvato la proposta ritenendola «in linea con i piani di rivitalizzazione del centro, e in linea con gli stessi piani di rilancio della Pescheria», che l’amministrazione ha deciso di non dedicare unicamente ai prodotti ittici accogliendo idee maturate (ma non messe in pratica) anche in tempi passati.

«L’isola delle Pescheria è un posto bellissimo», dice Laura Zucchello, titolare del’attività e in prima linea nel banco tra le acque del Cagnan, «e tenendo conto che ogni giorno allestire il mercato è una bella fatica soprattutto per chi come noi ha tantissimi prodotti, imballati e non, da portare e disporre, abbiamo deciso di chiedere di poter fare orario continuato».L’idea è piaciuta, ed è stata avviata in via sperimentale per un anno il venerdì e il sabato, giorni di maggiore affluenza, anche turistica. Tra un anno si farà il bilancio e si capirà se il gioco vale la candela.

Al banco degli Zucchello ci credono e anzi, invitano altri a partecipare e la stessa amministrazione a valutare di riorganizzare la pescheria: «Speriamo che dopo di noi altri chiedano di prolungare l’orario», dice la titolare, «e se i mercanti del pesce non possono, anche per questioni di tempi e conservazione della merce, perché non far occupare i loro banchi da venditori di altri articoli, nel pomeriggio?».
Mercato non manca, clienti nemmeno. Idee? Da Zucchello ne hanno appena sfornata un’altra: pranzi pret a porter da scaldare a casa o in ufficio con un microonde o consumare per strada o su una panchina all’aria aperta. Prezzo? Dalle 2,5 euro al piatto, e tutto con prodotti il più possibile “di zona”. La Pescheria 2.0 parte da qui. Inaugurazione di quello che molti sperano sia un “nuovo corso” mercoledì 30. C’è chi immagina, dopo il pesce, fiori, artigianato, perfino libri.
Federico de Wolanski
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