Costretta a ritirarsi da scuola per seguire la madre malata, si diploma 40 anni dopo
Simonetta Vian, 56 anni, supera la maturità all’artistico col massimo dei voti. A 16 anni si era ritirata dal Duca per assistere la mamma rimasta invalida: «Ora ho chiuso un cerchio, la dedica è per lei che mi guarda da lassù»

Hai 15 anni e frequenti le magistrali al Duca. La mamma è colpita però da emorragia cerebrale, il mondo ti crolla addosso, la vita cambia all’improvviso. Papà lavora, la sorella maggiore studia da infermiera.
«Lascio la scuola, ci penso io ad assisterla», il pensiero immediato. A quattro decenni da quel doloroso ritiro e a 56 anni di età, Simonetta Vian si prende il diploma all’artistico di Treviso (dopo il triennio delle serali, indirizzo arti figurative scultoree) e ci riesce pure con il 100.
Nel frattempo, mamma non c’è più. Simonetta ha voluto chiudere un cerchio, con una dedica commossa: «Il diploma è per i miei genitori, sono stati un esempio. E per mia sorella, che mi ha sempre supportata».
La neodiplomata con il massimo dei voti abita a Trebaseleghe. Già oss, oggi è coadiutrice amministrativa all’Ulss 6 Euganea. «La maturità era un sogno e l’ho realizzato, ora ne cercherò altri. E magari farò qualche concorso», riflette sul futuro. Il diploma è stato un viaggio nei ricordi, pure nella scelta della traccia per la prova d’italiano: «Ho puntato su Vitaliano Brancati perché potevo ragionare sul valore del passato. I ricordi aiutano, ma non bisogna rimanere fossilizzati: occorre vivere il presente e vedere un futuro. Ho tratto ispirazione dalla mia storia».
Dal ritorno sui banchi tre anni fa all’orale dell’esame sigillato con il 100: l’opportunità per rimettere le cose in ordine e fare un regalo all’adorata mamma che guarda da lassù. «Era il 1985 e avevo concluso il secondo anno al Duca», racconta Simonetta, «mia mamma fu colpita da emorragia, invalidità permanente. Aveva 48 anni: nemmeno prendemmo in considerazione la casa di riposo. Per 12 anni sono rimasta a casa accanto a lei. Poi, quando papà è andato in pensione, ho iniziato a lavorare, assistendo nel contempo mamma».
La commozione si fa largo nel ripensare a quegli anni difficili. «Poi ho fatto il corso per oss, l’assunzione a Camposampiero. Più recente, il passaggio all’amministrativo». La decisione di tornare sui libri è datata 2022, dopo la morte della madre. «Una dottoressa, qui all’Ulss, mi ha suggerito di prendere la maturità per poi affrontare concorsi pubblici», spiega, «all’inizio ero perplessa, già la mia vita era stata difficile. Ma il diploma è sempre stato nei miei pensieri: ho partecipato a un open day all’artistico ed è stata subito un’emozione. Mi batteva il cuore, dovevo provarci».
Ha cambiato il percorso di studi: «Le serali non sono tante e l’arte mi è sempre piaciuta. Ho pensato: magari disegnando mi rilasso. Invece è stata dura. Dopo tre anni, sono però contentissima: esperienza favolosa». Con la maturità come capitolo finale: «L’ho vissuta con l’emozione di un’adolescente, forse anche di più. Non me l’aspettavo di arrivare al massimo. Ora continuerò a sognare».
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