«Mary? A noi ricorda l’incubo di Yara»

PAESE. Il giallo di Marianna Cendron come la vicenda di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta di Brembate scomparsa da casa e trovata morta alcuni mesi dopo in un campo. Ne sono convinti molti trevigiani che non credono alla fuga volontaria della cuoca diciottenne di Paese. Dietro la sparizione della ragazza ci potrebbe essere un dramma. Qualcuno potrebbe averla aiutata e poi averle fatto del male. Lunedì saranno tre i mesi esatti da quando Marianna non dà più notizie di sé. Tre mesi di angoscia, paura, ipotesi, piste, avvistamenti. L’ultimo, che risale alla sera del 7 maggio, a ridosso di piazza dei Signori a Treviso, su cui peraltro gli investigatori nutrono dubbi. E proprio ai trevigiani abbiamo chiesto cosa ne pensano del giallo che tiene la Marca con il fiato sospeso. «Se non hanno trovato Marianna in un arco di tempo breve, temo il peggio. Questa storia ricorda tanto quella di Yara, ci sono molti interrogativi non risolti. Non ho un buon sentore», dice Francesco Trotta, laureato in Criminologia, «e nutro anche dei dubbi sull’avvistamento a Treviso. Possibile che se una persona vuole fuggire, resti in città?». «È molto grave che un fatto del genere succeda in una città come Treviso, credo ci siano delle responsabilità», aggiunge Giorgio Spigariol. Tra i nodi del giallo di Mary, c’è quello del rapporto tra la ragazza e i genitori adottivi, il tutto inserito nel contesto dell’anoressia di cui soffre la giovane scomparsa. «Forse c’è stato qualche problema di integrazione, tenuto conto anche dell’adozione. È una vicenda che lascia molto amaro in bocca», spiega Renzo Vernier che, assieme alla moglie Roberta Bolinelli, ha vissuto in prima persona un altro giallo della Marca, quello di Los Roques. I Vernier sono infatti i vicini della famiglia Durante-Guernieri. Non si giustifica un allontanamento di questo tipo, secondo Renzo Scomparin, nemmeno se vi sono contrasti, anche forti, tra genitori e figli, come peraltro pare ci fossero tra Mary e i suoi. «I figli vedono il mondo in maniera diversa e possono anche avere ragione. Ma non è giustificabile un gesto del genere, che non permette ai genitori di farsene una ragione», dice. Eppure basterebbe una chiamata per tranquillizzare papà Pierfrancesco Cendron e mamma Emilia: ne è convinto Guglielmo Pin. «La ragazza ha aspettato i 18 anni e se ne è andata. Se dicesse dov’è, tutto si risolverebbe. Altrimenti la famiglia resterà sempre in attesa», aggiunge Piero Lazzarin. Ma Mary si è allontanata da sola o assieme a qualcuno? È l’interrogativo che lancia Gianna Matterazzo. «Se c’è qualcuno che sa, si metta la mano sul cuore», dice, «e se Marianna c’è ancora e non dà notizie di sé, lascia i suoi cari nell’angoscia e ciò non va bene». «I ragazzi non hanno la capacità di pensare al piano per la fuga perfetta. Se Marianna non si trova, è andata lontano, aiutata da qualche adulto che magari l’ha illusa offrendole chissà che prospettive», dice Paola Patrucco. E Giuseppina Gottardo aggiunge: «Forse voleva andare dai suoi genitori naturali in Bulgaria. Speriamo che si faccia sentire, ma visti i casi precedenti… Qualcosa sotto c’è». «Ho uno strano presentimento, penso che questa storia finisca male. Si è allontanata con un adulto, una conoscenza esterna alla famiglia», sostiene Giuliana Francescato, «mi lascia molto perplessa anche la posizione del vicino che ospitava Mary, Renzo Curtolo: una persona schiva, restia». «Speriamo non sia finita male e che un domani Mary si faccia sentire: i genitori capiranno la scelta della figlia», aggiunge Oreste. «C’è qualcosa di losco in questa vicenda», è il pensiero di Lucia Martin. E Gino Muraro: «Potrebbe esserci qualcuno che ne ha approfittato. Una storia terribile».
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