Maresciallo investito: è omicidio stradale

Indagata la donna che ha travolto il carabiniere mentre stava facendo jogging. È il primo caso nella Marca
Borghesi Montebelluna carabinieri per arresto mar. Mariano Stefani com. caserma Pederobba e ten. Eleonora Spadati
Borghesi Montebelluna carabinieri per arresto mar. Mariano Stefani com. caserma Pederobba e ten. Eleonora Spadati

PEDEROBBA. È indagata per omicidio stradale la donna di 43 anni che guidava l’auto che giovedì ha travolto e ucciso Mariano Stefani, 51 anni, maresciallo dei carabinieri e comandante della stazione di Pederobba dell’Arma. È il primo caso nella Marca. Una contestazione pesante ma inevitabile dopo che è arrivato il via libera da parte del Parlamento al nuovo reato che inasprisce le pene precedentemente previste dal reato di omicidio colposo.

La novità principale contenuta nella legge è l'introduzione dei due nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti e causa la morte di qualcuno la pena della reclusione va da 5 a 12 anni. Se l’investitore si dimostra lucido e sobrio, ma la sua velocità di guida è il doppio del consentito, la pena va da 4 a 8 anni. In caso di omicidio multiplo, la pena può essere triplicata ma non superiore a 18 anni. È invece punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio o non lucido, procura lesioni permanenti.

Giovedì mattina il maresciallo Stefani stava allenandosi e nell’unico tratto «non protetto» ha cercato di attraversare la strada ma è stato investito dalla Golf guidata dalla donna di 43 anni che stava portando a scuola il figlio. L’incidente è accaduto al confine tra Possagno e Pederobba, lungo la Provinciale 26.

La dinamica esatta dell’incidente è ora al vaglio della Polizia Stradale. Da una prima, ancora parziale, ricostruzione la donna stava viaggiando in direzione di Possagno e non ha potuto in alcun modo evitare lo scontro: probabilmente, all’origine di tutto, vi è stato un attimo di distrazione. L'impatto è stato tremendo, come testimoniano i danni rilevati sull’auto: il parabrezza è andato in frantumi, ammaccata la parte anteriore sinistra del mezzo.

La nuova legge sull’omicidio stradale ha mandato in pensione l'articolo 589 del codice penale, quello sull'omicidio colposo, secondo cui chiunque avesse causato la morte di qualcuno violando le norme del codice della strada era punito oggi con la reclusione da 2 a 7 anni. Da 3 a 7 anni se il soggetto era ubriaco o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. In caso di più di una vittima la pena sarebbe stata aumentata del triplo ma senza superare i 15 anni. La necessità di istituire un reato specifico di omicidio stradale nasce proprio dal fatto che quando le forze di polizia identificano l’autore, sottoporlo a controllo alcolemico o narcotest non ha più molto senso essendo trascorse già ore o giorni dall’evento.

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