Manildo: «Ora rimetto il bonus bebè»

Il “premio” andrà ai nuclei di residenti a basso reddito, con neonato. È la prima risposta alle accuse della Diocesi
Agostini agenzia foto film Treviso incontro unindustra con romano prodi e luca zaia
Agostini agenzia foto film Treviso incontro unindustra con romano prodi e luca zaia

TREVISO. A Treviso torna il bonus bebé, ma stavolta verrà dato in base all’Isee, ossia all’indicatore che misura la condizione economica delle famiglie residenti. Insomma: il “premio” comunale per le famiglia con un neonato verrà assegnato solo a chi ha oggettive difficoltà economiche, in testa le giovani coppie al primo lavoro.

Il perno. «Dobbiamo aiutare sempre di più le famiglie perché rappresentano il perno della nostra società, il luogo dove si formano gli adulti di domani», dice il sindaco Giovanni Manildo, annunciando questo «ulteriore» aiuto comunale rivolto ai trevigiani. Un aiuto alla famiglia, di fatto, “tradizionale”, sospeso anni fa per motivi di bilancio dall’ultima amministrazione del Carroccio, ma che ora rispunta, osserva qualcuno, in un momento particolarmente delicato, per Ca’ Sugana: solo pochi giorni fa infatti c’è stata la dura rampogna del settimanale della Diocesi, La Vita del Popolo, nei confronti delle aperture della giunta Manildo a unioni civili, lezioni di educazione sessuale nelle scuole anche sul tema dell’omosessualità, ma anche del premio Riflettore Donna dato a Teresa Rando, che di quelle lezioni è l’ispiratrice. Una rampogna che conteneva anche l’interrogativo: cosa fai, Manildo, per le famiglie? E lo stesso interrogativo sempre pochi giorni fa hanno lanciato anche le Acli, le associazioni cristiane dei lavoratori.

Sul nuovo provvedimento stanno lavorando congiuntamente per il reperimento delle risorse sia l’assessore al Bilancio Alessandra Gazzola che l’assessore ai Servizi demografici e alla Città educativa Anna Caterina Cabino.

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