Mani tese, cuori vicini. L’esercito del bene negli ospedali trevigiani

Un migliaio di attivisti raccolti in 66 associazioni si muovono ogni giorno in corsia. Animazione in Pediatria, assistenza notturna ai malati, aiuti economici alla ricerca

La storia.

Mani tese, cuori vicini. Ogni giorno negli ospedali della Marca scende in campo l’esercito del bene. Nelle sue fila un migliaio di volontari sempre pronti ad aiutare gli altri. Gesti preziosi che fanno poco rumore. Ma sono linfa capace di arrivare laddove le istituzioni non possono o non riescono ad esserci. Questa è l’occasione per ricordarli dato che ieri è stata la Giornata mondiale del Volontariato. Che ci sia qualcosa nell’aria lo si intuisce dai banchetti allestiti per tutta la settimana all’ingresso del Ca’ Foncello e degli altri poli sanitari trevigiani per rendere omaggio alle tante realtà solidali che operano in corsia.



L’equazione delle generosità conta 66 associazioni per i sei ospedali della provincia: 31 attive nel distretto di Treviso, 24 in quello di Asolo e 11 a Pieve di Soligo. «Ai volontari va il nostro più sentito ringraziamento per il supporto che ogni giorno offrono ai nostri pazienti e ai loro familiari, per migliorare la qualità dell’accoglienza e della degenza» ribadisce il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi.

Il volontariato è un pezzo fondamentale del sistema socio sanitario del nostro Paese, bisognoso di cure ma anche di chi si prende cura delle persone che si ritrovano a essere pazienti. Gli artigiani della solidarietà fanno grandi cose e poco rumore. Seguendo le impronte blu lasciate dal coniglio di Per Mio Figlio onlus per rallegrare gli spazi ospedalieri si arriva in Pediatria. Ogni sera il reparto è animato da un’allegra combriccola. Nasi rossi, orecchie da renna e camici “a fumetti” per regalare una risata ai piccoli pazienti.

Gli attivisti di Lilt Giocare in Corsia, donano una media di 1.865 ore l’anno. Tempo che non ha prezzo. «Siamo molto desiderati e questo ci fa piacere. Abbiamo tanti giovani desiderosi di farsi avanti e pronti a impegnarsi in un percorso fatto di formazione per affrontare il tema dell’emotività e del dolore che sono parte del nostro operato» spiega Roberto Michielon responsabile del progetto Lilt dedicato all’infanzia.

E che dire del profumo dei manicaretti sfornati dallo chef Adriano Mellone nel Biscottificio in Pigiama, delle fiabe lette dalle volontarie di Selaluna e dei laboratori per decorare le parenti, facendo dimenticare la «paura della puntura». Basta spostarsi di qualche piano per trovare altri artigiani della solidarietà.

Con il calare del buio è facile avvistare gli Angeli della Notte intenti a prestare assistenza notturna a chi non ha familiari al suo capezzale. Una settantina di operatori “custodi” di chi affronta la malattia da solo. L’iniziativa è nata nel 2013 grazie alla Fondazione Maria Rosa Bellotti ideata Giuseppe Stefani in memoria dell’adorata moglie. «Ci fa enormemente piacere che il nostro servizio venga apprezzato e sia riconosciuto, continueremo a lavorare in sordina, umilmente, com’è nel nostro stile sin dalle prime notti offerte nel 2013» ha più volte ribadito il fondatore.


E che dire dell’Avo, l’Associazione Volontari Ospedalieri, che ha fatto «dell’esserci, più che del fare» il suo motto formando una squadra di stacanovisti sempre pronti a offrire una parola di conforto e generi di prima necessità a chi viene ricoverato e si trova in difficoltà.



L’elenco si allunga a dismisura considerando le numerose associazioni di pazienti e loro familiari, alleate per stimolare la Scienza a cercare nuovi farmaci e terapie per fronteggiare la fibrosi cistica, il diabete, l’Alzheimer e molte altre patologie. C’è poi chi è impegnato sul fronte della prevenzione, e chi si mette in gioco allungando il braccio per la donazione.

«Essere un volontario significa avere cura della vita, credere nello spirito di condivisione e di partecipazione, consapevoli che ognuno può fare la propria parte per la nostra comunità» ricorda Vanda Pradal presidente dell’Avis Provinciale di Treviso. Le tante realtà presenti negli ospedali di Marca sono troppe per essere contenute tutte in questo articolo, ma il miglior modo per festeggiarle è sapere che sono sempre pronte ad accogliere chi voglia farsi del bene regalandolo agli altri. —




 

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