Malattie, l’Inps taglia le visite fiscali

TREVISO. La mannaia della spending review si abbatte sull’Inps, che ha deciso di ridurre le visite fiscali agli assenti dal lavoro per malattia. A partire da questo mese si realizzano i controlli solo per i casi ritenuti “a rischio”, individuati attraverso una procedura informatica, e quelli richiesti (e pagati) dalle aziende. Antonio L'Arco, direttore dell'Inps di Treviso, nega però il pericolo di un incremento dell’assenteismo: «La procedura informatica in dotazione all'istituto per la gestione delle visite permette infatti di monitorare i casi a rischio e di effettuare controlli mirati».
E i numeri sembrano tracciare un ritratto positivo dei lavoratori trevigiani: Su 12.585 visite effettuate tra gennaio e dicembre del 2012, nell’intero territorio provinciale, solo 1.330 lavoratori (circa il 10%) sono risultati assenti. Ancora meno i casi in cui è stata ridotta la prognosi: 196 in totale. La decisione, presa a livello nazionale, di ridurre le visite d’ufficio aveva scatenato in altre province le polemiche dei medici e dei loro rappresentati che temevano la perdita di posti di lavoro da parte di chi era chiamato ad effettuarle.
Per la direzione provinciale di Treviso però questo rischio non sussiste: «Non è prevista alcuna riduzione dei medici di controllo», spiega L’Arco. Sul tema è intervenuto, con una nota, anche il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori: «L’Inps», spiega, «non ha mai sospeso le visite mediche di controllo, ha solo annunciato di doverle ridurre, in quantità, in conseguenza del taglio delle risorse cui è stato sottoposto dalle ultime leggi di spesa». Nel corso del 2012 su poco più di 1,2 milioni di visite mediche di controllo, 900mila sono state disposte d’ufficio dall’Inps, per una spesa complessiva di circa 50 milioni di euro. Secondo la direzione nazionale dell’istituto, queste hanno portato a una riduzione della prognosi solo in 83mila casi (il 9% del totale)».
Un risultato che secondo l’Inps è il quasi il doppio di quello delle visite richieste dai datori di lavoro: «Su 295mila visite effettuate su indicazione dell’azienda», si legge nella nota, «solo 16mila volte si è giunti a una riduzione di prognosi, cioè nel 5,5% dei casi». Con le nuove disposizioni, anche le sedi della provincia di Treviso effettueranno le visite sulla base di un sofisticato sistema di datamining che secondo Nori farà crescere la percentuale dei risultati di riduzione di prognosi, nonostante per il 2013, a livello nazionale, sia prevista una riduzione a circa 100mila visite.
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