«Macchè criminalità organizzata»

Colomberotto è scettico e intanto va avanti con il nuovo capannone del latte
PASSERINI TREVISO CONFERENZA STAMPA SEDE PD PER LA CANDIDATURA ALLE EUROPEE DI LAURA PUPPATO agenzia fotografica fotofilm
PASSERINI TREVISO CONFERENZA STAMPA SEDE PD PER LA CANDIDATURA ALLE EUROPEE DI LAURA PUPPATO agenzia fotografica fotofilm

VEDELAGO

«Infiltrazioni mafiose su Barcon? Scusi, ma è meglio non commentare». Loris Colomberotto non vuole intervenire sull’allarme lanciato dalla consigliera regionale Laura Puppato sul progetto che vede protagonista l’azienda di cui è titolare. Ma fa intendere che le perplessità ci sono. Eccome. Intanto qualcosa si muove a Barcon: l’azienda Colomberotto ha ricevuto dal Comune un permesso a costruire che riguarda uno stabilimento di lavorazione del latte. Si tratta di un insediamento di circa seimila metri quadrati nell’area di proprietà di Colomberotto dove verranno lavorati prodotti lattiero caseari per la ricomposizione in latte per alimentazione animale, nello specifico i vitelli. I lavori effettivi dovrebbero iniziare a breve. Ma non si tratta di un primo step del mega progetto su Barcon. Infatti, come già comunicato, l’azienda non avendo avuto risposte nè dalla Regione nè dalla Provincia circa il polo agroindustriale proposto insieme alla padovana Rotocart (industria della carta usa e getta) ha già provveduto a trasferire da altre parti pezzi importanti che avrebbero dovuto sorgere qui a Barcon: per il mangimificio si avvale di una azienda trevigiana, invece per l’allargamento del macello, l’azienda rimane dove ha il suo quartier generale, ovvero a Moriago. Qui, grazie ad un accordo con il Comune, sta procedendo all’allargamento della struttura esistente. Ma se il permesso a costruire a Barcon per lo stabilimento della produzione di latte non può essere il primo passo del polo, questo non vuol dire che il progetto non esiste più. Rimane in piedi, almeno per quanto riguarda la Colomberotto, l’ipotesi della realizzazione di un maxi macello che dovrebbe essere uno dei maggiori in Europa. Ipotesi che resterà tale finchè non arriverà una risposta dagli enti competenti, ovvero Regione, Provincia e Comune di Vedelago. È questo, al momento, l’unico elemento di novità che consentirebbe di continuare a parlare di progetto di polo agroindustriale a Barcon.

Davide Nordio

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