«Ma che c’azzecca il Giorgione con la martondea e il radicchio?»

l’arte e il suino
Le “martondee” del Giorgione non piacciono al vicesindaco Gianfranco Giovine: non la preparazione a base di carne di maiale in sé («tutt’altro», precisa), bensì l’accostamento con il grande artista a cui Castelfranco ha dato i natali, proposto dall’ex assessore Giancarlo Saran. L’idea era di abbinare la “martondea” con il radicchio variegato, soprattutto dopo che il festival “Porcomondo!” – tenutosi a Riese – aveva valorizzato questa produzione tipicamente veneta e castellana.
«L’utilizzo spregiudicato del nome del più significativo artista castellano, apprezzato perfino da Leonardo da Vinci», dice Giovine, «lascia esterrefatti nella spasmodica ricerca di abbinarlo ad ogni realtà o bene locale. Ritengo per questo infelice associarlo con un prodotto suino. La città non ha bisogno di questi accostamenti e il Giorgione, patrimonio dell’intera comunità, va custodito con doverosa attenzione. Comprendo la smania di protagonismo dell’ex assessore alla cultura Saran che cerca nuove vie di visibilità, coltivando la sua passione in campo enogastronomico, ma sono dell’avviso che si possa attirare turisti anche con prodotti enogastronomici senza confonderli con le nobili realtà della cultura di Castelfranco Veneto. È quello che stiamo facendo in questi giorni con la promozione del radicchio variegato di Castelfranco. Di Castelfranco, appunto, non di Giorgione». Per il vicesindaco dunque sarebbe meglio non inflazionare il nome del grande pittore castellano.
Di parere ovviamente opposto Giancarlo Saran: «Non capisco questa polemica. Capita così in tutto il mondo: che si dovrebbe dire allora delle un po’ equivoche “Palle di Mozart”, tipiche praline di Salisburgo, terra natale del celeberrimo compositore, di cui qualcuno parla di un passaggio anche a Castelfranco? Giorgione, come Mozart, è un brand identitario, strettamente connesso con il territorio dove è nato. Tant’è che è stato già tirato per la giacca da tutte le parti. Gli hanno intitolato una scuola media, un liceo, persino una scuola guida. E una piazza, dopo quattro secoli che si chiamava “del mercato”, dove sicuramente qualcuno le martondee le vendeva. Poi abbiamo un premio, il Giorgione d’Oro. E avevamo anche un Distretto turistico culturale Terre di Giorgione, secondo per fondazione in Italia, dopo Terre di Franciacorta, ma miseramente fatto fallire». Circa invece la “smania di protagonismo”, Saran taglia corto: «Sono del tutto disinteressato a questo. Se il riferimento è per il prossimo appuntamento elettorale dico solo una cosa: ho ben altro da fare». —
Davide Nordio
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