Lo Sceriffo vuole Chiole in giunta

Il caso Caner, destituito da Maroni alla vigilia delle elezioni di Treviso, scuote una Lega già di per sè inquieta. Nessuno si sbilancia, e tutti si trincerano dietro gli impegni elettorali e la distribuzione dell’ultimo santino, ma il partito in città è scosso.
E dietro la facciata, anche le vicende di questa campagna elettorale, dopo la composizione delle liste, contribuiscono ad alimentare tensioni. l’ultima, per la verità, riguarda il toto-giunta: Gentilini ha più volte detto che ha intenzione di richiamare Chiole, come già negli anni ’90 (il debito politico di Gentilini per l’assessore , a cominciare dal piano antenne che salvò il bilancio, è enorme), ma questo toglie già il sonno ai giovani che sognavano un posto da assessore. Zanata e Chinellato, se con Chiole entreranno in giunta Basso e Zampese, devono fare i conti con le quote degli altri partiti, leggi Pdl, e con la quote rosa.
Nel Carroccio molti mugugnano anche per il peso specifico della lista Gentilini: se 5 anni fa arrivò 4,5 punti sopra il Carroccio (19,9 % contro 15,4 %), c’ chi teme che quest’anno il gap aumenti paurosamente. e che la Lega, alle prese con la crisi, «incastrata» fra Gentilini e il Pdl, perda il baricentro di un ’eventuale nuova amministrazione.
Altro fattore di nervosismo la distribuzione geopolitica dei candidati nei quartieri. A Santa Bona è scontro fratricida, mentre in altre zone c’è campo libero, per 2 candidati (Fiera e Selvana) o a S.Antonino, dove Zampese, un big, è incontrastato. RadioLega racconta come a Paolo Pillon, altro esponente di Sant’Antonino, fosse stata promessa una carica nel cda di Aertre, se fosse rimasto fuori dall’agone. Lui è rimasto fuori, ma la nomima non è arrivata.
L’ultima mossa che non è piaciuta ai «veci» del partito è la cartolina che Petra De Zanet, barista di Sant’Artemio, spintissima da Muraro e Lorenzon, ha inviato nelle case: ritrae lei con Gentilini. «C’era un’etica, una volta nella Lega, queste così non si facevano», sbottavano ieri diversi militanti caneriani storici.
«Ognuno è solo con i suoi santini, è vero», ribadisce un leghista di vecchia data, al di fuori delle correnti, «però mai come stavolta si capisce chi siano i pupilli e chi viene lasciato solo, non solo i bossiani. C’è’ chi deve lottare da solo nei feudi del centrosinistra, e chi ha praterie spalancate e tutto l’appoggio dei big». Facile capire che i caneriani siano i più lanciati (Zanata in primis) ma non è solo questione di correnti. Muraro, non più in piena sintonia con Caner & Co, sta cercando di ritagliarsi spazi e uomini nel capoluogo. Per il sindaco uscente Gobbo, capolista, lavorano gli assessori Marton e Zugno, ma anche il fedelissimo Merlin. E forse Michielon, lealista, che però deve pensare ai bossiani candidati: Schiavon, Barbisan , Da Tos.
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