Liquori rubati dall’hotel il ladro era il portiere

ODERZO. Volendo pensar bene, la sua ex compagna, vedendo quell’esercito di bottiglie di alcolici in casa, potrebbe essersi solo preoccupata della salute e del fegato del suo ex consorte. Con una punta di malizia invece si potrebbe supporre che lei abbia spifferato tutto per ripicca, visto che i due si stavano separando.
Dubbi che non cambieranno di una virgola la decisione del giudice, ma che aggiungono un po’ di pepe a una vicenda che ha come protagonisti il portiere notturno di un albergo di Oderzo, la sua ex compagna e il proprietario dell’hotel. Tutto ha inizio a Capodanno del 2012: il titolare dell’albergo, che sta preparando la consueta festa per l’ultimo dell’anno, si accorge che i conti non tornano. Dalla cantina mancano un numero esagerato di bottiglie di vino pregiato, superalcolici.
Che fine hanno fatto? Per il proprietario dell’albergo si tratta di un danno da 15 mila euro, per un totale di 320 “pezzi”. L’uomo non riesce a capacitarsi di come quelle bottiglie siano potute sparire nel nulla: si parla di un volume non indifferente, non certo di un furto che può passare inosservato, scatoloni su scatoloni finiti nel nulla. Inizia a sospettare di tutti, ma mancano le prove per incastrare il presunto ladro, intenditore per giunta.
D’un tratto, una frase scivolata (forse) per caso fa tornare i conti e mette nei guai il portiere dell’albergo. L’ex compagna del dipendente (i due si stanno separando) chiede all’albergatore per quale diavolo di motivo il suo ex marito debba tenersi in casa tutte quelle bottiglie. All’uomo si apre un mondo: in pochi secondi realizza che era stato il suo portiere notturno ad aver svuotato la sua cantina. Scattata la denuncia, è emerso come è stato messo in atto il furto: il dipendente, in un periodo ancora non ben precisato (ma di certo anteriore al Capodanno 2012), si sarebbe introdotto nella cantina dell’albergo, con annesso ristorante, e un po’ alla volta avrebbe trasferito dal locale a casa sua oltre trecento bottiglie. Il danno provocato al ristorante è stato quantificato in 15 mila euro. Ieri, in tribunale a Treviso, si è aperto il processo a carico del portiere notturno, accusato del reato di appropriazione indebita dal pubblico ministero Giovanni Valmassoi. L’uomo, difeso dall’avvocato Mario Nordio, cercherà di chiarire la sua posizione legale nel corso delle prossime udienze. Il processo è stato rinviato al 19 gennaio 2015.
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