L’impresa di Nicola In bicicletta da solo fino a Capo Nord
É arrivato e sta bene il cuoco del Bristol di Casella d’Asolo «Ho pensato di non farcela ma alla fine ho lanciato un urlo»

ASOLO. Il momento più difficile la salita del Grossglockner, in Austria, e la successiva discesa, quando un guasto alla bici ha messo seriamente a repentaglio l’impresa. Il momento più bello, naturalmente, l’arrivo a Nordkapp, in Norvegia, più di quattromila chilometri alle spalle.
Nicola Andreose, 43 anni, cuoco del mitico ristorante Bristol di Casella d’Asolo, ce l’ha fatta. Venerdì pomeriggio ha lanciato un urlo, davanti alla scogliera del punto più settentrionale dell’Europa, e alzato la bicicletta al cielo. Poi ha chiesto a un turista inglese di riprenderlo con il telefonino e ha ripetuto la scena, urlo compreso.
L’impresa è stata quella di percorrere in bicicletta, da solo, 4170 chilometri in diciotto giorni: da Casella d’Asolo a Capo Nord, attraverso Italia, Austria, Germania, Svezia, Finlandia e Norvegia. «L’ho fatto perché ce l’avevo in testa da tempo - spiega Nicola, che in Norvegia sta recuperando le forze in vista del rientro, previsto per mercoledì – e poi per uno scopo sociale: vorrei attirare l’attenzione sul tema della donazione del sangue». Per questo sulla maglietta, oltre al logo dello sponsor Conad, c’è proprio il simbolo dell’Avis asolana. «Qualche turista italiano mi ha chiesto: anche tu socio Avis? Spero sia un modo di parlarne».
Una media di 220 chilometri al giorno, partenza all’alba e arrivo in serata: alimentazione corretta, poche soste, la sorella Nicoletta che, da casa, prenotava le sistemazioni di giorno in giorno. «Perché all’inizio volevo dormire in tenda – spiega Nicola – ma il nemico più grosso è stato non tanto la strada ma il freddo. La temperatura era troppo rigida per la tenda, così ho scelto frugali sistemazioni in piccoli alberghi» racconta Nicola, che già l’anno scorso fu protagonista di un’impresa simile, in solitaria fino a Santiago di Compostela. «Questa volta è stata più dura, negli ultimi giorni non c’era nessuno anche per cento chilometri, al massimo qualche renna che mi attraversava la strada. Ma il tratto più bello è stato l’ultimo centinaio di chilometri, sulla costiera sopra i fiordi. E poi l’ultima salita. A cinquecento metri ho visto la sagoma del Globo e ho lanciato un urlo. Sì, a quel punto mi sono commosso: i turisti che c’erano mi guardavano e mi abbracciavano, dopo aver intuito che ero partito dall’Italia. E’ stato davvero emozionante». Partito nel giorno della fiera di Casella, lunedì 21 agosto, e arrivato venerdì 8 settembre, Nicola ha usato una bicicletta gravel della Cube e speso poco più di millecinquecento euro. Ieri pomeriggio, dopo diciotto giorni, ha fatto il bucato degli ultimi venti giorni. Finalmente.
(d.f.)
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso
Leggi anche
Video








