L’epidemia corre: 13 nuovi casi Malattie infettive, tutti negativi

Cresce il cluster di Maser generato da due badanti I ricoveri aumentano a Vittorio e restano stabili al Ca’ Foncello In cinque giorni 171 nuovi casi

treviso

L’epidemia nella marca continua a galoppare anche al di fuori della caserma Serena. Ieri l’Usl 2 ha riscontrato altri 13 casi di coronavirus, sette dei quali collegati al cluster di Maser generato da due badanti risultate positive. Il focolaio si è allargato ad altri familiari e altri contatti positivi delle due donne. I rientri dai Paesi stranieri, inoltre, continuano ad accendere nuove spie di allarme. Cinque, ieri, i contagi d’importazione per la provincia di Treviso, sempre da viaggiatori provenienti dai Balcani: ora bisognerà ricostruire la rete di contatti per arginare sul nascere il rischio di nuovi focolai.

i numeri aggiornati

Buone notizie invece dalle Malattie infettive del Ca’ Foncello: tutti negativi i 45 tamponi sul personale dopo i casi registrati qualche giorno fa. Complessivamente salgono a quota 2.920 i contagi in provincia di Treviso, a chiusura di una settimana complicata che ha visto il numero crescere di 171 casi. La Marca è una delle province venete in cui il Covid “resiste” maggiormente, con 261 attualmente positivi (solo Padova ne ha di più, 263). Ricoveri stabili: 9 al Ca’ Foncello di Treviso (su 28 posti disponibili in area non critica), 5 nell’ospedale di comunità di Vittorio Veneto. Fortunatamente non si registrano decessi: la Marca rimane ferma a quota 330.

la quarantena alla serena

Nel frattempo è stato applicato il piano per la quarantena e l’isolamento dei 133 positivi della Serena. E anche su questo fronte i dubbi non mancano. L’ex caserma è composta di quattro edifici separati, una palazzina sarà dedicata ai positivi, le altre tre ai negativi. «Tutti i positivi hanno una bassa carica virale, pertanto non è necessario che dormano in camere singole» precisa Benazzi, «positivi e negativi, durante il periodo di quarantena, non devono frequentarsi. E se si incontrano, usino le mascherine. Poi tra 14 giorni i negativi, probabilmente, si potranno muovere». Benazzi è deluso dalla mancata collaborazione registrata in questi giorni: «Non è facile ricostruire la rete di contatti di queste persone. Il primo positivo non ci ha voluto dire che contatti ha avuto nei giorni precedenti. Il suo contagio non è collegato ai primi casi che avevamo avuto a giugno, l’infezione è avvenuto certamente all’esterno della Serena, ma non riusciamo a ricostruire con esattezza dove. E anche tra gli altri c’è più di qualcuno che ha poca voglia di collaborare, anche in merito a misure di sicurezza e mascherine. Non vorremo trovarci tra sette giorni con altri positivi. Terremo sotto vigilanza la caserma per assicurarci che vengano rispettate le norme, nessuno entra e nessuno esce dalla struttura». —



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