Le corse salvavita è record di trapianti

Nel 2017 quasi duecento donazioni di organi nel distretto Il plauso dell’Usl: «Un territorio esempio di generosità»

CASTELFRANCO. Il distretto sanitario di Asolo arriva a quota 200 donazioni nel 2017. Un risultato ottenuto con quattro donazioni multiorgano nel solo mese di dicembre e numerose cornee trapiantate. Il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, commenta: «Un territorio, quello trevigiano, molto generoso e capace di dare l’esempio».

L’ospedale San Valentino di Montebelluna, ad esempio, conserva e alimenta la propria tradizione nell’ambito delle donazioni e dei trapianti dando valore a un territorio abitato e partecipato da una comunità generosa e molto sensibile. A dimostrazione di questo sono i dati del 2017 che garantiscono al distretto sanitario di Asolo un eccellente primato di solidarietà. Un mese molto impegnativo è stato dicembre con quattro donazioni multiorgano. «Ritengo sia doveroso rendicontare questa attività alla popolazione in quanto dà riscontro di questa importante generosità, che ricordiamo salva la vita e la cambia in positivo ad altri concittadini», sottolinea Benazzi, «la cultura della donazione è un tema fondamentale e sono orgoglioso di quanto accade nell’intera nostra Ulss dove questi atti generosi non sono isolati».

Sono state dieci le donazioni multiorgano avvenute nel 2017, altre 21 di multitessuto e ben 198 di cornee. Dati che descrivono una profonda capacità di essere e fare squadra all’insegna della professionalità. In prima fila, in questi termini, è l’unità operativa diretta dal dottor Moreno Agostini e in particolare l’impegno profuso da Andrea Bianchin, coordinatore trapianti del distretto di Asolo: «Per noi dicembre è stato un mese impegnativo grazie a quattro donazioni multiorgano tra Montebelluna e Castelfranco, di cui tre nei giorni festivi. Essere riusciti a gestirle è stato fonte di grande soddisfazione perché ha permesso di regalare il sorriso a vari riceventi. Per un trapianto di organo si muovono fino a un centinaio di professionalità tra l’ospedale del donatore, del ricevente, i laboratori, gli automezzi per i trasporti, gli esami e gli atti amministrativi necessari. Spesso accade proprio nel cuore della notte».

Una macchina che rimane attiva 365 giorni all’anno, ventiquattr’ore al giorno, che necessita di una totale sinergia tra ospedale, il North italian transplant di Milano e il Centro nazionale trapianti di Roma, che cercano di trovare la giusta compatibilità tra caratteristiche del donatore e necessità del ricevente. (e.c.)

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