Le chimere di Ottodix utopie fallite del ’900 con l’autore al Paraggi

Musica, scultura, pittura, video Art e ora anche scrittura. Alessandro Zannier, in arte “Ottodix”, trevigiano, in questi ultimi 10 anni ha toccato continuamente, nella sua poliedrica produzione, i rapporti umani e la tecnologia, i mondi del futuro, gli scenari possibili che si manifestano tra le inquietudini dell’uomo moderno dietro i mezzi tecnologici ormai padroni del nostro tempo. Sabato prossimo, 19 aprile alle 18.30, allo Spazio Paraggi di Treviso, Alessandro terrà il Finissage della sua mostra “Chimera 3”, dove espone una serie di sue creazioni, disegni, foto, sculture e una installazione che dà forma e titolo all’esposizione. Un evento dove Alessandro presenterà il suo libro “I fantasmi di Ottodix” (001 edizioni), a cui seguirà una performance sonora con Giorgio Ricci, anche lui trevigiano, dalle sonorità elettroniche, noise, sperimentali. «Sarà un’esibizione molto strumentale, minimalista, ambient, dove canterò un pezzo» dice Alessandro da Marsiglia, dove venerdì ha inaugurato “Chimera 4”. «Il libro» continua «raccoglie racconti del mistero, disegni e sonorità new wave. Sono quattro racconti ispirati ai quattro album prodotti negli anni passati (Corpomacchina, Nero, Le notti di Oz e Robosapines) di cui quattro brani contenuti nel cd allegato al volume».
Il libro riporta in copertina e all’interno diversi disegni di Zannier, che è stato allievo dell’astrattista Ennio Finzi all’Accademia di Belle Arti a Venezia. Il protagonista è un alter ego di Ottodix, che si rapporta con personaggi solitari, incrociati in mondi paralleli dove la tecnologia prevale sull’uomo. «Ho un approccio un po’ pessimistico con l’umanità» ammette, e lo si vede nel ciclope che espone nella mostra, un uomo i cui arti finiscono in tastiere e I-pad, dove il volto è uno schermo e dalla pancia fuoriesce un cd. «Quello è l’ “Homo tecnologicus”, in posa amletica davanti ai social network» spiega. I quadri in mostra sono soggetti in bianco e nero, disegnati con sullo sfondo paesaggi urbani anonimi e uomini per metà animali, inquieti e inquietanti. Sovrasta un’installazione dalle sembianze mostruose. «È la chimera» sottolinea Zannier. «È su un piede solo, utopia della stabilità, sempre sul punto di cadere. Rappresenta Treviso, città trincerata dietro il benessere degli anni Ottanta, ora città spaventata dalla crisi che stiamo vivendo, provata da una paura irrazionale». Il progetto “Chimera” prevede dieci mostre diverse dal soggetto comune, in giro per due anni. Inaugurata a Venezia, “Chimera” è stata portata a Berlino e ora, dopo Treviso, è approdata a Marsiglia. «Queste Chimere rappresentano le utopie fallite del Novecento di cui non riusciamo ancora a sbarazzarci. Sono le guerre e l’imperialismo, sono i comunismi, i fascismi, e tutti gli “ismi” che infestano il nostro tempo. Invecchiano e diventano, appunto, incubi, mostri». “Chimera” è anche il titolo del 5° album di Ottodix, con Mauro Franceschini alle percussioni e Antonio Massari alle chitarre, che uscirà nell’autunno prossimo. Info: www.spazioparaggi.it tel. 0422.1723485.
Lieta Zanatta
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