L’autopsia chiarirà la dinamica

Domani l’esame sul corpo dell’anziana donna, oggi la convalida dell’arresto

CESSALTO. L’autopsia disposta sul corpo di Amelia Zina Castagnotto servirà a capire se ci sia stata o meno una collutazione tra lei e il figlio prima che quest’ultimo la soffocasse, premendole un cuscino sul volto.

L’esame è stato fissato per domani mattina: il Tribunale di Treviso ha conferito l’incarico all’anatomopatologo Alberto Furlanetto. Servirà a definire orario, causa e modalità del decesso. Ma soprattutto se prima dell’omicidio tra madre e figlio ci sia stata o meno una lotta che solo eventuali segni, sul corpo dell’anziana potrà rilevare. Gli inquirenti hanno inoltre disposto l’analisi delle tracce biologiche rinvenute sotto le unghie della vittima, per capire con quanta forza l’anziana abbia opposto resistenza contro il figlio prima di morire. Al momento dell’arresto sul volto, sul collo e sulle braccia del figlio, Francesco Sgroi, erano ben visibili profondi graffi. Segni che la donna, mentre l’uomo cercava di soffocarla, avrebbe opposto resistenza fino all’ultimo. La difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Marco Rebecca, ha già nominato un perito di parte, sempre per l’autopsia: si tratta dell’anatomopatologo Carlo Moreschi, dell’università di Udine. Affiancherà il medico legale nominato dalla Procura nel corso dell’esame fissato appunto per domani mattina, alle 10. Intanto il sessantenne comparirà questa mattina davanti al gip Silvio Maras, nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto. Domenica sera, al momento dell’arresto l’uomo non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Se deciderà di parlare o meno davanti al gip lo deciderà con l’avvocato che l’assiste poco prima dell’udienza. L’uomo nel corso dell’ultimo colloquio con il legale era apparso molto confuso, «particolarmente provata fisicamente e psicologicamente, incapace di formulare frasi con una coerenza logica. Un uomo che ha finalmente realizzato quanto commesso ed era preoccupato per le conseguenze che il suo gesto avrà nei confronti della famiglia» ha detto l’avvocato. Motivo per cui la difesa valuterà se ricorrere o meno ad una perizia psichiatrica. Poco prima dell’arresto l’uomo era stato raggiunto dalla figlia mentre vagava in stato confusionale attorno allo stabile dell’Ater di via Isonzo 91 a Cessalto in cui risiedeva l’anziana madre. Da tempo aveva manifestato un po’ di insofferenza rispetto all’incombenza di accudire la donna. A provare l’uomo soprattutto la sua condizione di disoccupato dopo alcuni anni di cassa integrazione in seguito alla crisi del mobilificio Europeo. Una situazione difficile che aveva portato nell’uomo un sensibile dimagrimento. Francesco Sgroi, rinchiuso nel carcere si Santa Bona è piantonato giorno e notte. Il timore è che possa sviluppare tendenze suicide. Al momento è accusato di omicidio volontario con l’aggravante del vincolo familiare e della minorata difesa. (s.g.)

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