L’artista gay respinto a San Vendemiano espone a Conegliano

CONEGLIANO. La mostra di Watteo rifiutata a San Vendemiano si terrà a Conegliano. La vernice di “Non c’è più nulla di più coraggioso del male” si terrà oggi alle 18 in Corte delle Rose dove l’esposizione delle opere sarà visitabile fino alla serata di domenica. «Sono stato invitato ad esporre dall’associazione dei commercianti di Corte delle Rose in segno di solidarietà» spiega l’artista, che all’anagrafe si chiama Matteo Dalla Libera. Ad agosto l’artista, che è originario di San Vendemiano, era entrato in contrasto con l’assessore alla cultura del suo Comune, Raffaella Camarotto, accusata di aver impedito la sua mostra in paese.
LA POLEMICA COL COMUNE. Watteo, omosessuale dichiarato, si era lamentato attraverso Facebook che tale preclusione gli fosse stata comunicata oralmente dalla stessa Camarotto che aveva espresso riserve su l tema della mostra. Dopo le polemiche il sindaco Guido Dussin aveva accettato di ricevere l’artista. Nel colloquio, in base a quanto riferito da Watteo, il sindaco aveva motivato il diniego con sole ragioni logistiche e aveva difeso la sua assessora, ma aveva anche chiesto all’artista di rivolgersi direttamente a lui per eventuali e mostre a San Vendemiano.
L’ESPOSIZIONE NEGATA. Una possibilità però negata nei fatti. «Quando l’ho visto il sindaco mi ha sottolineato l’impossibilità per il Comune di gestire altre esposizioni oltre a quelle già programmate: mostre fisse previste ogni anno, calendario immodificabile. Quindi sì, la faccio a Conegliano perché a San Vendemiano non c’era speranza di farla» conclude amaro Watteo, 28 anni. Il progetto artistico che sta dietro alle opere esposte in Corte delle Rose è ispirato al controverso film di Pier Paolo Pasolini “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Le immagini, rappresentate sulle tele rivestite di carta di riso, fanno rivivere le scene filmate da Pasolini (che proprio a Conegliano visse da bambino) attraverso l’occhio personale di Watteo. Nelle locandine di “Non c’è nulla di più coraggioso del male” la parola “male” appare cancellata da una linea.
ISPIRAZIONE A PASOLINI. La scelta non è casuale. «Lo scopo è di mostrare immagini belle ispirate ad un’opera cinematografica con molta violenza» spiega l’artista. La mostra infatti è basata su immagini di dolcezza e di bellezza dell’ultima opera di Pasolini, in contrasto con la trama relativa a ragazzi fatti rapire e brutalizzati da militari fascisti e nazisti. L’evento è inserito nella rassegna “Arte in Corte” organizzata dall’associazione Corte delle Rose, presieduta da Patrizia Loberto.
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